Dimmi cosa leggi…
martedì 30 settembre 2008
È un vizio. Un’abitudine, un’agire meccanico che forse cela momenti di imbarazzo. Sta di fatto che, quando vado nella casa di un amico – per la prima volta, o anche in seguito –, quasi senza accorgermene, mi dirigo verso la libreria e mi metto a leggere tutte le coste dei libri. Titoli, autori edizioni…
È più forte di me. Mi rendo conto che può sembrare sgarbato, ma inevitabilmente quelle file di volumi, in palese esposizione, mi chiamano con modi irresistibili. E mi dicono tutto…
Mi parlano del mio amico, della sua vita, dei suoi momenti di piacere e intimità o dei suoi interessi. Mi dicono cosa cerca, cosa lo incuriosisce, cosa ha studiato o quello che ha cercato di capire. Mi aprono uno spaccato sulle sue emozioni e – qualche volta – sulle sue ambizioni.
Così, spesso scopro che siamo passati tutti per gli stessi sentieri, anche se ognuno di noi ha scelto dettagli diversi, per poi abbandonarli, incuriosito da qualcos’altro. E che quello che riserviamo alla diversità – all’alterità – è, in realtà, solo una sfumatura di un’unica ricerca, che ci porta – più o meno – a percorrere le idee di fondo, quelle che hanno dato forma agli uomini e alle donne che siamo.
Ogni volta ne resto consolato. Riconosco, nei libri di quel mio amico, le mie stesse letture, le mie medesime inquietudini. La stessa ansia di conoscere, di capire, di decifrare la vita.
Solo allora, posso sedermi placato alla sua tavola, e tuffarmi nei tarallucci e vino di quella sera a man bassa, certo che ogni parola, ogni battuta, ogni emozione sarà pura armonia, uno scambio libero di esperienze, ricordi e risate. Da cuore a cuore.
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Tags: amicizia, armonia, cuore, edizioni, Libri, libro, titoli








giovedì 9 ottobre 2008 alle 16:29
…dipende…se il tuo amico tiene i libri che veramente gli interessano a portata di occhio di chiunque o se quello che veramente lo interessa se lo tiene in un posto dove studia, medita, ricerca, si esercita lontano.. nel silenzio .. nell’ombra..(.Lupo grigio)
giovedì 16 ottobre 2008 alle 08:12
La lettura è un’ esigenza misteriosa. Nasce dal desiderio di conoscenza, è un perfezionamento dell ‘intelligenza o un approfondimento della stupidità? Dipende da ciò che si legge e da come si legge e perchè realmente si legge. Uniamo tutto ciò e guardando nella libreria di un amico potremmo non capirci nulla.
E poi così necessario mi chiedo scartabellare tra i libri altrui per comprendere il suo reale pensiero o la sua nascosta interiorità……………..
giovedì 16 ottobre 2008 alle 19:52
Cara Francesca, naturalmente hai ragione. E senza condizionale: non “possiamo” capire nulla della storia di un altro. Per questo ciò che intendevo non era uno “scartabellare tra i libri altrui”, né un’intrusione in un mondo privato. Solo un annusare un profumo, o guardare il vestito che un amico indossa quel giorno. Semplici segnali, che mi possono dire solo quello che riflette la MIA esperienza. Quindi poco o nulla di lui.
Eppure… condividere questa vita che tutti ci portiamo appresso talvolta comporta una rinuncia alla privacy, e può anche capitare che un amico – magari partendo da presupposti assolutamente incongrui – possa toccare un dettaglio che a te era sfuggito. E permetterti di fare, forse, un piccolo salto decisivo… A me sembra sia capitato talvolta, ma certamente mi sbaglio… (Mauro)
lunedì 20 ottobre 2008 alle 12:07
Caro Mauro è vero che siamo capaci di sorprendere e sorprenderci. A me è realmente capitato di trovare un piccolo tesoro tra cumuli di macerie come di trovare il nulla in un edificio apparentemente ben edificato. Partendo dall’ idea che l’incongruenza non è sempre un difetto ma che in taluni casi si riveli una possibilità utile a stimolare discussioni e confronti e quindi conoscenza, non ti nascondo che qualche volta ho regalato libri a mio parere significativi ad amici che difficilmente leggono.
Ho violato la loro privacy forse, ma ho intravisto brillare quel tesoro di cui ti parlavo.
..E condividere “questa vita che tutti ci portiamo appresso” può diventare una meravigliosa esperienza……….
lunedì 20 ottobre 2008 alle 14:37
Grazie Francesca. …condivido…
venerdì 10 giugno 2011 alle 10:08
Ho tre cose da dire.
Primo, che condivido con Mauro la medesima ” compulsione ” ( sia inteso in senso bonario ) e sottoscrivo in toto le sue considerazioni.
Secondo, ed è un commento simpatico che faccio e non so neanche se c’azzecchi con lui, dico a Lupo Grigio ( è un nickname freudiano? ), che peraltro non conosco, che spesso ci nascondiamo per motivi ” glamour ” o all’opposto per paura.
Il TACERE ( o nascondersi ) dell’antica dottrina che in ” Sapere-Volere-Osare-Tacere ” individua i fondamenti del percorso iniziatico, non credo si riferisca a predilezioni di natura psicologica.
Terzo, ed è una riflessione che mi riguarda e che sto facendo da un pò di tempo. Leggere tanto è estremamente utile, a patto che si metabolizzi a fondo che è più importante il lettore ( cioè il soggetto, colui che legge ) della cosa letta ( naturalmente è vero in senso relativo, perchè una schifezza è una schifezza ). Dunque propongo una domanda ” semi- koan “:
Ma se io cerco nei contenuti della lettura riflessi di me stesso, io in realtà chi sono? O meglio, cosa sono? I riflessi? E se no, i riflessi, cosa riflettono? ( Attenzione, non sono Marzullo e la domanda è seria e non una masturbazione intellettuale ). Lo dico proprio da lettore accanito, che spesso però ha usato la lettura per sfuggire ” qualcosa “…un pò come Narciso che guarda la sua immagine nell’ acqua, e guarda e guarda e…si perde.