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Elogio della lettura

martedì 30 settembre 2008

Il mestiere dei libri, Primo piano

Un libro è il risultato della fatica e dello sforzo di un uomo. Più o meno riuscito, è il tentativo di condensare – nero su bianco – il pensiero, le emozioni, l’esperienza della vita o della ricerca di un individuo; e, solo per questo, merita il massimo rispetto.

Un libro – va riconosciuto – non è intrusivo: espone con garbo dei contenuti, e lo fa in maniera discreta, invogliando o meno alla lettura, e permettendone in ogni momento l’interruzione o la continuazione. In questo senso, esso ad ogni pagina parla di sé, evidenziando nell’esposizione stessa il proprio valore, attraverso ritmo, stile, narrazione e contenuti.

Un libro può essere chiuso, e riaperto tempo dopo nello stesso punto (che dire della dolcezza del gesto di porre un segnalibro a suggello di una pagina appena gustata?); può essere interrotto nella lettura per qualche istante di riflessione, o ripercorso nelle frasi precedenti, a sottolineatura di un passaggio, di un’emozione, di un’idea improvvisamente sorta da un subconscio che “legge tra le righe”; può essere tenuto – aperto – sulle ginocchia per una pausa di silenzio, d’introspezione, senza che la magia del testo ne abbia a soffrire, talvolta anzi crescendo in espressione proprio nelle pause, quasi che il bianco intorno alle forme dei caratteri prenda il sopravvento come verità più ampia che sottende alle forme possibili.

Un libro è un mondo che si dispiega e s’adatta alla sostanza del lettore: i suoi significati sono infiniti, e lievitano nell’animo e nell’esperienza di chi legge, andando a colmare spazi vuoti in attesa, domande inespresse, squarci di memoria, intimi scrigni di sentimento, interstizi di nostalgia.

Un libro può essere un amico sincero e discreto, che aiuta a indagare in sé, senza mai sovrapporsi, senza pretendere nulla in cambio; può essere, nel silenzio di una notte quieta, l’aratro che scava un solco nel cuore indurito dal giorno; o solo il traghettatore che conduce la mente affaticata alle porte del sogno.

Un libro, infine, è un oggetto concreto, con un peso, una forma, un aspetto, un odore. Può essere portato con sé, regalato ad un amico, strapazzato o trattato con cura, e alla fine riposto su uno scaffale, per essere ricordato o dimenticato.

Accade, spesso, di riprenderlo dopo molti anni e, aprendolo, di assistere a uno strano miracolo: quel testo ci ha atteso, ci ha lasciato correre nel mondo a cercare risposte, emozioni, esperienze; e ora ci offre, come per caso, con la discrezione semplice della sua pagina ingiallita, quella stessa risposta che anni prima non potevamo ancora capire. Era lì, già scritta da prima, per quell’uomo o quella donna che siamo diventati ora.

E tutti sappiamo – ma nessuno osa dirlo – quante volte abbiamo richiuso un libro con un gesto affettuoso, posandolo come una carezza.

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4 Commenti per questo articolo

  1. thea scrive:

    bellissimo Mauro!! complimenti per tutto il blog.

  2. rosa scrive:

    ………..si, si, è proprio così, è esattamente quell’amore e quel trasporto che tu, caro Mauro, hai così meravigliosamente descritto, che io provo per la lettura…..e oso anche dirlo!
    Come vorrei avere la stessa capacità di sintesi descrittiva per poter esprimere la passione che mi prende ogni volta che mi immergo nella lettura di un libro e scopro, sin dalle prime pagine, che esso mi farà intraprendere un viaggio verso mondi sconosciuti o semplicemente verso quella parte di me fatta di emozioni e grandi e piccole aspirazioni.
    Ben fatto Mauro, finalmente un luogo e uno spazio (web e quindi infinito) dove si può parlare di libri e di lettura.

  3. giuseppe merlicco scrive:

    Anch’io amo talmente il libro che anni fa ho deciso di aprire una libreria nella mia città. Con mia amara sorpresa mi sono reso conto che è pochissima la gente che legge libri. Dopo alcuni anni ho chiuso la libreria, ma non il mio cuore e la mia mente alla lettura e alla ricerca. Grazie Mauro per questo spazio dedicato a tutti noi. Giuseppe

  4. Zappatore scrive:

    Accade, spesso, di riprenderlo dopo molti anni e, aprendolo, di assistere a uno strano miracolo: quel testo ci ha atteso, ci ha lasciato correre nel mondo a cercare risposte, emozioni, esperienze; e ora ci offre, come per caso, con la discrezione semplice della sua pagina ingiallita, quella stessa risposta che anni prima non potevamo ancora capire. Era lì, già scritta da prima, per quell’uomo o quella donna che siamo diventati ora.

    Grazie per questa poetica sintesi di alchimia.

    Ciao.

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