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Il vento della libertà - Alex bellini

Martedì 14 Ottobre 2008

Percorsi

Cercare il senso della propria esistenza è certamente la sfida più impegnativa per chiunque. Non ci sono mezze misure, non ci si può accontentare di ipotesi, idee, congetture. Si cerca la verità. Senza troppi orpelli. Costi quel che costi.

Tuttavia, ci sono diversi modi o - come indica la Tradizione - diverse “vie”. Una delle più dirette è quella di ignorare modi, forme e criteri stabiliti e tuffarsi semplicemente nell’esperienza, andando ad affrontare quella specie di zona d’ombra che c’inquieta.

Uno spazio dominato da un grande orrore, quello che paralizza ogni buona intenzione e intimidisce la determinazione: la paura.

La barca a remi
Per questo, ogni uomo che si getta a capofitto contro le sue paure più grandi è un uomo che cerca la verità. Non sa – prima – cosa vuole trovare, ma entra nell’azione e affronta ciò che lo terrorizza, in una battaglia che può anche costargli la vita.

Ebbene: da 235 giorni, un uomo di 29 anni è in mare, nell’Oceano Pacifico, su una barca a remi. Si chiama Alex Bellini. È salpato lo scorso 21 febbraio dal Perù, per raggiungere Sidney, in Australia, dopo diecimila miglia marine (circa 19.000 Km) di oceano.

Un’impresa che ha dell’incredibile, da parte di un uomo che ha già corso nel 2001 la Marathon des Sables (250 km di corsa in autosufficienza attraverso il Sahara marocchino), nel 2002 e 2003 l’Alaska Ultrasport (una corsa di 1800 km attraverso pianure ghiacciate e montagne) e nel 2004 salpò dallo scoglio di Quarto per raggiungere il Brasile. Anche quella volta a remi, da solo. Nelle sue testuali parole: «…Non sapevo nulla di mare e le mie esperienze in campo di mare aperto erano limitate alle traversate in traghetto da e per la Corsica e la Grecia. Senza parlare di canottaggio: non ero mai salito su una barca a remi…». Fallì per due volte. Alla terza, l’anno dopo, vinse la sua battaglia.

I calli del rematore
Ora Alex è di nuovo in mare, da otto mesi, e continua il suo viaggio verso ciò che lui stesso non sa definire. «Non ho ancora trovato una risposta», dice, «sempre che una riposta la voglia trovare!
 Si tratta di emozioni e pertanto è sempre difficile intendersi. Lo faccio perché mi sento bene, perché riesco a vivere ed impegnarmi a vivere al cento per cento, così come non riesco a fare a terra. Lo faccio perché mi viene estremamente facile impegnarmi in quello che altri trovano difficile solo da pensare. E poi, dopo tutto, un viaggio si giustifica da sé!».

E poi aggiunge: «Prima o poi, chi va per mare da solo, si trova a fare i conti con quello che è stato prima, magari con le tante domande a cui non è riuscito a dare una risposta… Il mare permette anche questo…».

Un pasto al tambugio
Alex è nato in Valtellina. Da bambino sognava le vette che lo sovrastavano. Nella vastità del mare ha trovato il sapore di un’avventura infinita.

«Verranno giorni, la fuori, tutt’altro che semplici. Giorni in cui rimpiangerò di non essere mai stato un tipo “tra le righe”. Mi maledirò per aver permesso a certe passioni di essersi potute radicare così profondamente nella mia persona. Saranno solo attimi. Poi capirò perché sarò là. Ad ogni persona è stato assegnato un posto, nel mondo. Il mio è un posto senza nome e senza terra in cui soffia il vento della libertà». (Alex Bellini)

• diario di bordo in tempo reale

• la rotta di Alex

• la barca dell’impresa

• i numeri

Il libro

Alex Bellini ha scritto un libro sulla sua precedente avventura: la traversata atlantica più lunga della storia (oltre diecimila chilometri da Quarto – Genova – all’arrivo a Fortaleza, in Brasile).

Una frase tra tutte: «Risposte non ne ho. Ma ho scelto di salire su questa barca e di rimanerci cinque mesi, di lasciare tutto quello che ho di prezioso a casa, amici, famiglia, comodità, passioni, e di buttarmi in mezzo al mare per mattermi alla ricerca di quel qualcosa che mi ha chiamato e che mi fa sentire vivo. Non so neppure se esista, forse questa ricerca è tutta vana, ma nonostante non abbia nient’altro che l’indispensabile per sopravvivere, sento che non mi manca nulla per essere felice».

Potete trovare il libro cliccando sulla foto della copertina.

 

 L’intervista

Qui sotto potete assistere a una bella intervista ad Alex prima di partire per la sua avventura:

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1 Trackbacks per questo articolo

  1. Franz's Blog » Ricerca della Verità… Alex Bellini, navigatore solitario, a proposito di solitudine.

    [...] proposito della solitudine, vi segnalo questo bel post sul Blog di Adea Edizioni… parla di Alex Bellini, quel pazzo furioso che sta attraversando [...]

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    Kularnava-Tantra I, 96-97

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