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Qual è il tuo “libro-guru”?

venerdì 14 novembre 2008

Leggere la vita, Libri, Percorsi

di Vittorio Mascherpa.  Ci sono libri famosi e libri intelligenti (e qualche volta le due cose riescono addirittura a coincidere); libri inutili e libri importanti; libri che divertono, libri che nutrono e libri che fanno male. Libri che si dimenticano e altri che si ricordano. Libri di cui parlare e libri da meditare. Libri da leggere come quando si ha sete e altri da sorseggiare, come vini d’annata.

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E poi ci sono i “libri-guru”.

Quelli che arrivano nella tua vita e dopo le cose non sono più come prima.

A volte è un tocco gentile, delicato, quasi insensibile. Altre volte una spallata.

Possono passare anni, decenni, prima che ci si accorga di quanto sono stati determinanti.

Un po’ come gli incontri che si fanno nella vita: molti (forse tutti) hanno un’influenza, ma solo pochi – pochissimi – ne cambiano davvero il corso.

Nella tradizione tibetana esiste la figura del “Maestro-radice”, che è quello a cui si deve l’iniziazione più importante. Non necessariamente il più celebre o il più acclamato, ma quello che, di fatto, ha prodotto un cambiamento sostanziale nella vita, consentendo di dividerla in un “prima” e un “dopo”.

Magari lo si è frequentato solo per un mese o per una settimana o per un’ora. Quei minuti o quei giorni, però, hanno fatto la differenza. E l’orbita del pianeta che siamo non è più la stessa.

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I libri sono gente, e ogni libro che leggiamo è una persona che entra nella nostra vita. E se abbiamo imparato qualcosa, allora quel libro è stato un maestro. Più o meno importante, più o meno utile, più o meno determinante nel nostro percorso.

Fra tutti, però, pochi – uno soltanto? – possono fregiarsi del titolo di “libro-guru”.

Non si tratta di ragionarci, né di misurarne il valore secondo un qualche parametro intellettuale: filosofico, culturale, spirituale o esoterico che sia. Non è così che si può misurare un libro-guru (e nemmeno un guru in carne e ossa, se è per questo).

Però si può guardarsi indietro, ripercorrere le vicende della vita e magari scoprire che… «Oh, bè… chi l’avrebbe mai detto!»

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David Carradine in "Kung Fu"
Ho personalmente conosciuto un serio praticante che confessava di essere stato portato sul sentiero della ricerca interiore dai telefilm di David “Kung-fu” Carradine (ve lo ricordate, quando girava per il selvaggio west con aria da fattone, vestito come un reduce di Woodstock, dispensando amenità aromatizzate al mahayana e calci laterali nei denti?)

Umiltà? Realismo? Lucidità?

Non si tratta di compiacere questo o quell’autore, e nemmeno di compiacere il nostro vulnerabile ego.

Certo potremmo anche tirarcela, e chiamare in causa Dostoevskij o il Mahabharata, lo Shobogenzo o Shakespeare, la Bhagavadgita o La Quarta Via.

Salvo poi scoprire che il confine fra un “prima” e un “dopo” nella nostra vita è marcato dalle suggestioni di un romanzo, o dalle ingenuità di un manuale di “magia pratica” scovato su una bancarella o acquistato per corrispondenza.

E allora una domanda, che può essere anche  - se volete – un esercizio di auto-osservazione oggettiva e di sospensione del giudizio.

Nella vostra vita c’è stato un libro-guru?

Se sì, quale?

E poiché, dopo aver lanciato il sasso, non posso esimermi dal raccoglierlo io per primo, provo a guardarmi alle spalle, e vedo una vecchissima edizione (il prezzo di copertina era di qualche lira) di un libro di Alexandra David Neel: Mipam, il lama delle cinque saggezze.

Una nuova edizione del libro
Trovato in un comodino quando avevo una dozzina d’anni. Abbastanza inspiegabilmente, dato che in casa mia non si respirava certo aria di misticismo orientale, né qualcuno ricordava di averlo acquistato.

Lo lessi tutto con un discreto interesse, in gran parte motivato – devo dire – dalla divinità femminile seminuda tratteggiata in copertina, e senz’altro più interessato all’aspetto misterioso e sensazionale della vicenda che a quello simbolico-esoterico.

Un libro che avrei certamente dimenticato se…

Se nelle ultime pagine del volume non avessi trovato un elenco di titoli pubblicati dalla stessa casa editrice (Fratelli Bocca Editori). Titoli che parlavano di teosofia, yoga, occultismo, magia e meditazione. E che da allora, e per molti anni, furono il fil-rouge della mia vita, finché qualcuno, in carne e ossa, non prese il loro posto.

Era un mondo che si era aperto.

Forse – chissà? – un’iniziazione.

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18 Commenti per questo articolo

  1. Effe scrive:

    I Racconti di Belzebù al suo piccolo nipote di Gurdjieff: credo di averci capito molto poco, ma quel poco mi ha sconvolto!

  2. darko scrive:

    non ho proprio alkun dubbio: il Libro Guru della mia vita è ‘il Sole e la Folgore, Autobiografia di un’Incarnazione’

  3. Giordano Bruno scrive:

    Io già acennai in un articolo di questo blog (“libri e ricerca interiore”) al fatto che trovai libri importanti per la mia vita. Personalmente non ho letto molto, nel senso che non sono un topo di biblioteca; avevo iniziato con qualche romanzo del tipo la ‘Prefizia di Celestino’ di James Redfield ma questo non mi aveva portato a nulla, mi aveva solo colpito il fatto che si parlava di un risveglio delle coscienze e di una vaga “illuminazione”. In realtà tutto ebbe inizio quando entrai in una libreria del centro di Roma e notai in uno scaffale il titolo di un libretto che subito mi colpi, si intitolava “Io voglio Essere” accompagnato da un altro libretto dal titolo “Il Potere di cambiare le cose”. Be! Adesso non posso racontare tutto ma, da quel momento in poi molte cose andarono al loro posto, nel senso che in ciò che lessi trovai il riscontro materiale di ciò che già sperimentavo. Ma la svolta definitiva arrivò quando, tornando nella stessa libreria, un impiegato che ivi lavorava mi segnalò altri scritti deglli stessi Autori. Non sò spiegare ma quando lessi i titoli provai una forte ‘scossa’; i libri in questione erano “Gerarchia Occulta”- “Luce, Amore e Potere, questa è la Via” e infine ,per me il più importante, “Il Sole e la Folgore”. Adesso potrei fare dei lunghi commenti su ciò che ivi vi trovai ma dirò soltanto che per me rapresentarono davvero una grande Rivelazione, la svolta definitiva. E fecero nascere il profondo desiderio di incontrare “Coloro” che li hanno scritti e che, ahi me, non ho ancora potuto realizare.
    Certo, poi ho letto anche altre cose come per esempio gli scritti di “Rafhael”, ma ciò che produce la casa Adea per me racchiude tutto ciò che di importante c’i possa essere sulla e per la Ricerca…

  4. cristina scrive:

    Mahabarata? Cos’è? Skakespeare? chi era costui? Dostoevskij? chi l’ha visto? No no, se proprio propio devo dire quale è stato il mio libro-guru, prima di sapere che esistono i guru (pochi, temo), se davvero mi si prende per i capelli e mi si si costringe a rivelare quale è stato il libro che ha cambiato la mia vita e mi ha portato sulla strada della ricerca, beh a pensarci bene, adesso che so che il guru è un essere che si è incarnato apposta per stravolgerti la vita, allora non riesco a pensare ad altro che… mah, non è facile confessarlo per me che mi sono masticata qualcuno dei libri di cui sopra e me ne vanto anche se ci faccio un po’ d’ironia (adesso va l’espressione “me la tiro, ma non mi piace gran che), per farla breve, adesso ve lo dico – e questo solo fatto è indice della grande apertura da me conseguita – eccolo qua: “LE NEBBIE DI AVALON”, ebbene, si, tutta quella magia, quelle donne che comandavano alle nebbie di aprirsi e si rigiravano gli uomini come pareva a loro, quello mi ha ben predisposto a rivedere tutta la mia cultura antecedente e a pensare che forse, si, esiste qualcosa che non vediamo e che tuttavia possiamo trovare, anche se non sapevo ancora che se si vuole anche solo sedervs ed eliminare qualche identificazione bisogna farsi un culo così, figuriamoci far alzare le nebbie della Padania che sono ben più fitte di quelle di Avalon che neanche esiste!

  5. the_highlander scrive:

    Bella questa, trovare il libro-guru… ho sfogliato tantissimi libri, letti pochi, no ho compresi ancora meno; mi hanno tenuto compagnia, mi hanno beffeggiato (e continuano) facendomi annusare aromi esotici ma senza farmi vedere effettivamente da quale profumato fiore provenissero, un po’ come quando da piccolo guardavo i filmati soft-porn sperando di vedere le cose che effettivamente mi interessavano :-) , ma sempre rimanendo deluso. Ora i libri mi rendono nervoso, perchè mi ricordano costantemente che per cambiare non basta svaccarmi su un divano con un bicchiere di rosso di Franciacorta e cercare una frase che mi trasformi; bisogna lavorare. Al massimo i libri possono indicarti una strada, a volte addirittura darti una mappa, ma io voglio vedermi pedalare. Vorrei essere io a scrivere i libri insomma e non quello che li legge :-)

  6. Franz scrive:

    Il libro-guru… non una brutta idea questa. Non posso dire di averne avuto uno. Più d’uno senz’altro. Perchè quelli che mi hanno permesso di divedere la mia vita in un “prima” e un “dopo” sono stati diversi.
    Il primo in assoluto “Illusioni” di Richard Bach. Mi fece pensare proprio al concetto di illusione non come argomento possibile di un libro, ma come realtà. Dopo quel libro il mondo perse molta della sua “solidità”. Poi venne “Oltre l’orizzonte azzurro” di Frederick Pohl. Mi fece capire molto su quello che NON può risorgere a nuova vita. Anche lì il mondo non fu più lo stesso, dopo.
    Poi venne “Il vecchio e il mare” di Hemingway, il imo primo contatto con la solitudine.
    Ce ne fu un altro, più recente. Non lo cito, ma… quello fu l’ultimo che mi fece cambiare la vita (e devo dire parecchio). Saludos

  7. valeria scrive:

    Questa domanda mi ha spiazzata! Un “libro-guru”? Non ci avevo mai pensato…
    Forse “Il segreto del bosco vecchio” di Buzzati, letto moltissimi anni fa; sicuramente determinò una svolta, in qualche modo. Poi mi vengono in mente “Il vecchio e il mare”, “Alice nel paese delle meraviglie”, “La casa degli spiriti”, “La montagna incantata”.
    Ma un libro che ha colpito nel profondo, il primo libro della mia vita che ricominciai dopo averlo terminato da un minuto è “Il sentiero del guerriero”.

  8. Mauro scrive:

    Bene. Vedo che la provocazione di Vittorio non è passata inosservata. E, siccome lui stesso, citando Montanelli, mi ha ricordato che «la cosa che interessa di più al pubblico è il pubblico», ecco che mi faccio volentieri lettore e commentatore nel mio stesso spazio, che mi fa ancor più piacere condividere con tutti.
    Se devo essere sincero, dal punto di vista storico (e anche tematico) il mio libro-guru è stato certamente un libretto sullo Yoga (non ne ricordo neppure il titolo, ma la copertina sì, di un verde acceso. Color “evidenziatore” diremmo adesso, ma allora si usavano a malapena le biro, e già era alta tecnologia). Beh, ho iniziato a praticare molto giovane con quello, da solo. E mi ha aperto un mondo.
    Tuttavia, il testo che ha permesso alla mia immaginazione di “concepire” il mondo che andavo scoprendo, che ha tracciato i collegamenti con l’etica e la prassi di un percorso, della vita come avventura dello spirito… ebbene quel volume è stato “Il Signore degli Anelli”. Il primo libro che mi ha visto inchiodato per tre giorni e tre notti consecutivi, senza più alcun bisogno – né cibo, né sonno, né altro – e con il solo scopo di accompagnare fino alla fine i cuori di quei fantastici amici.
    Ho incontrato altri libri straordinari, poi, e non saprei stilare una classifica. Né mi importa farlo. Ogni libro è un amico diverso: chi può dire qual è il più amato?

  9. sasuke scrive:

    Anche io ho avuto diversi libri. Ma una serie di libri che hanno eccitato la mente di un allora ragazzo adolescente sono stati i libri di Gianni Tucci sui ninja. Proprio quando imperversava negli anni 90 la moda di tutto quello che era ninja.

  10. Fran scrive:

    Il mio libro ”guru” mi fu portato in un pomeriggio autunnale da un caro compagno di liceo, Silvio, anch’egli un po’ “guru” nella mia vita all’epoca. Diceva di aver scorto in me, dietro ai disastri di un’educazione stile collegio teutonico, il desiderio di capirci qualcosa di più… Così si assunse il compito di “educarmi”, scegliendo una serie di testi adatti allo scopo. Periodicamente, veniva a fare merenda da me, con una sacca verde militare piena di volumi vari (in realtà, mi faceva il filo e alla funzione maieutica accompagnava qualche altro scopo non tropo recondito…).
    Comunque, anche quel pomeriggio si presentò rigorosamente vestito con l’eskimo (erano gli anni ’70, si era in piena “lotta continua”) e …gli strumenti didattici.
    Anche il libro era verde, in un’edizione pregiata, copertina di pelle e carta impalpabile e bianchissima. Già maneggiarlo era tutto un programma.
    Silvio disse: ” Ho scelto questo autore, perché ha uno stile delicato, che secondo me potrebbe piacerti”. Era l’opera completa di Herman Hesse.

    Ricordo ancora oggi, (dopo più di 30 anni!!) le ore che trascorsi avventurandomi in quella prosa così elegante e armoniosa. “Siddharta” fu il primo di una serie di colpi al cuore che mi portarono ad esplorare in modo sempre più approfondito l’Oriente e le sue discipline, incontrando poi alcuni personaggi davvero straordinari.

    Già, anche per me è cominciato tutto con un libro… e con Silvio!

  11. rosa scrive:

    Quando penso ad un libro-guru penso ai primi libri della mia adolescenza, quando neanche sapevo chi fossero i guru, ma ora che vado indietro con la memoria ricordo più di un libro che mi ha, forse, portato sulla strada della ricerca. Tra questi ci sono i libri di Hamingway come “il vecchio e il mare”, l’autobiografia di Malcom x (fequentavo l’unica biblioteca del paese gestita da giovani comunisti!!) erano gli anni 70….
    Insomma la mia era più che altro una ricerca di conoscenza, qualche risposta alle domende di una ragazza di paese alla quale andava parecchio stretta quella realtà. Per questo credo che nella mia visione un pò limitata di allora anche un romanzo della Austin può avere avuto l’effetto di libro-guru…….

  12. mimu scrive:

    Il primo libro che mi ha toccato il cuore e che posso definire il mio libro guru è Narciso e Boccadoro di H. Hesse. E’ stato il libro che ha risvegliato nella ragazzina che ero un sentimento di spiritualità e sopratutto un forte desiderio di avere una guida. Con il tempo ne ho letti altri -fondamentali – ma
    questo di Hesse ha davvero segnato l’inizio della mia ricerca.

  13. FRANCESCA scrive:

    Paramhansa Yogananda con autobiografia di uno yogi ha segnato l’inizio in un universo del tutto nuovo per me. Colmo di sorprese potenzialità ma sopratutto benessere..Il libro ha materializzato magicamente il guru che mi ha parlato incessantemente pagina dopo pagina accompagnandomi nel quotidiano con tutti ii suoi pensieri conversazioni seminari custoditi nei libri che lo riguardano.
    L’universo che sconoscevo si trovava nel mio profondo e grazie a il mio caro guru ho intrapreso un impegnativo lavoro di pulizia interiore per riportarlo alla luce.
    Oggi sono infinitamente grata a chi mi ha permesso di accendere questa scintilla, infiammare il mio cuore di un amore diverso senza aspettative che si gratifica nel momento in cui si esprime nella bellezza di una purezza incontaminata.
    E Vimala Takar ha superbamente completato l’opera, perchè? Provate a leggerla!
    Auguri di Natale Francesca

  14. Gecch scrive:

    IL mio libro GURU e’ stato senz’altro YOGA strumento di vita,degli ISTRUTTORI DI PARSIFAL,IL LIBRO che mi ha aperto…un’altro “universo”…o forse mi ha portato sulla strada…MAESTRA!!
    …..sicuramente..

  15. Roberto Rini scrive:

    yes….il libro guru..anzi “I” LIBRI GURU….
    è vero…ci sono libri che ti cambiano la vita…che ti parlano..che sembrano essere stati scritti proprio per te e destinati a trovarsi per vie misteriose in mano tua, dopo magari averli visti a casa di qualcuno, o nella stanza di tuo fratello maggiore che forse non li ha mai neanche letti..o sembravano attrarre la tua attenzione per motivi inspiegabili tra le decine di libri in libreria…o in una bancarella dove in genere non ti fermi mai, ma quella volta…..
    beh..andiamo al sodo..ci sono dei libri che hanno avuto effetto esplosione, come una Iniziazione, su di me: mente zen mente di principiante di S. Suzuki , e Tantra di Osho…crearono un varco nella mia mente allora chiusa in un doloroso cul de sac, un vero buco che lasciava intravedere oltre… e uno spazio ignoto oforse dimenticato si ri-affacciava di nuovo alla mia coscienza ridestata. quello fu il Big bang
    Poi un grazie enorme va a Claudio Lamparelli che con il suo “tecniche della Meditazione orientale” mi faceva conoscere le diverse tradizioni d’oriente e d’occidente, rivelandomi punti comuni di una.esperienza “umana” che si situa aldilà delle differenze culturali..
    altro testo che mi ha dato tanto, come una mappa preziosa in territori sconosciuti ,è stato il libro di Satprem , Sri Aurobindo L’avventura della coscienza
    e poi…poi…Frammenti…Belzebù…e altri….

  16. Domenico scrive:

    E’ da poco che vi seguo ma è parecchio che ricerco.
    Ho 50 anni è ancora vivo delle immagini-visioni-guida che a me appaiono come annunciazioni ad intermittenza che mi trascino dietro dalla mia adolescenza.Non ho un libro-guida o un libro-luce ma ho solo visioni che non so’ da dove provengono ma le inseguo e cerco di dargli un senso.Cerco e leggo ogni tanto mi sembra di capire tanto è faccio un piccolo passo che da’ un senso al mio esistere.
    Comunque sono sicuro di aver trovato con voi una corsia preferenziale.
    A volte mi accade che gironzolando e leggendo alla rinfusa trovo delle risposte come quella volta che mi ritrovai dentro la mia immagine-visione-guru nel centro della navata centrale del duomo de l’Aquila sono rimasto folgorato,confuso, da allora mi capitano circostanze speciali,anche se tante volte non riesco a decifrarle.

  17. Roberto scrive:

    Beh, voglio partecipare anch’io a questo gioco del ” Libro-Guru ” e per farlo gratifico un pò la mia immagine di ” vecchio ricercatore ” raccontando la storia di come è avvenuto l’incontro. Avevo tredici anni ( terza media ) e il prof di non ricordo più cosa ci ha dato come compito quello di effettuare una ricerca su un argomento a nostra scelta attraverso il commento di un libro. Ovviamente a quell’età sfido chiunque a dire di essere stato consapevole delle proprie aspirazioni! ( …sì,forse qualcuno c’è stato, ma non io, che fra l’altro allora non ero minimamente interessato alla lettura “esoterica”, avevo letto TUTTO Salgari e pensavo solo allo sport e neppure alle donne ). Armato più di dubbi che di certezze mi sono recato nella biblioteca comunale del mio paese di montagna per pura associazione meccanica. Ovviamente lì dentro mi sono spaventato, perchè la cosa si è ulteriormente complicata per le pressochè infinite possibilità di scelta. Allora, come ogni autentico ricercatore in erba, mi sono affidato al caso. Ho preso dagli scaffali incombenti su di me un volume qualunque di una gigantesca enciclopedia in 10 alla n volumi e ho aperto, sempre a caso, una qualunque pagina. Per farla breve, risultato: il Tibet. L’argomento dunque era stato trovato ma in quel momento non avrei mai immaginato che la frittata fosse già in padella a fuoco lento. Ho chiesto al bibliotecario un libro che poteva ricollegarsi a quel popolo e affidandomi alla sua presunta competenza mi sono letto ” Il terzo occhio ” di Lobsang Rampa, ovviamente pensando che fosse un tibetano “doc”. ( e l’ho pensato per anni prima di scoprire che in realtà è un inglese che non è mai stato in Tibet e non parla neppure il tibetano ).Ecco dunque il fatto, nudo e crudo. Da lì in poi ho letto tutti i suoi libri e molto altro, mi sono fatto un sacco di “trip” mentali ed emotivi e…ma questa è un’altra storia.

  18. maurizio bosso scrive:

    IL LIBRO: I RACCONTI DI BELZEBU’ AL SUO PICCOLO NIPOTE. TROVO CHE SIA UNO DEI LIBRI PIU’ “CREATIVAMENTE INTELLIGENTI” CHE HO LETTO (3 VOLTE) COME DA PREMESSA. NON E’ DIFFICILE CAPIRLO…CERTO VA’ LETTO IN UN CERTO MODO… CON UNA CERTA “CONSAPEVOLEZZA”…….MA ALMENO X ME E’ STATO UN “AMORE” A PRIMA VISTA.

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