Natale: storia e mito 1 – antichità e solstizio
giovedì 11 dicembre 2008
Dicevamo ieri della “bufala” del Natale, ovvero di tutto ciò che è stato elaborato nel tempo per “coprire” quello che è sempre stata una ricorrenza pagana, collegata a un normale fenomeno cosmico, che tuttavia turbava non poco gli antichi.
In realtà, la data della maggiore festività cristiana del mondo occidentale ´così come oggi la conosciamo) è stata fissata, o meglio, “accettata” ufficialmente dalla Chiesa con papa Giulio I il quale, probabilmente, si rese conto che in quella data cadeva una festa popolare troppo importante perché potesse essere semplicemente cancellata: andava fatta coincidere con qualcosa di altrettanto importante, come la nascita di Gesù.
Questa operazione fu concepita perché, come anche la Nuova Enciclopedia Cattolica dell’ordine Francescano ammette: «La data di nascita di Cristo non è nota. I Vangeli non indicano né il giorno, né l’anno»… e quindi: «fu assegnata la data del solstizio d’inverno, perché in quel giorno in cui il Sole comincia il suo ritorno nei cieli boreali, i pagani che adoravano Mitra celebravano il Dies Natalis solis Invicti (giorno della nascita del sole invincibile…)».
Il 25 dicembre è da secoli una delle ricorrenze più ricche di richiami culturali e religiosi comuni alle più disparate epoche e più lontani luoghi della storia umana. Il Natale, infatti, affonda le sue radici in culture e religioni antiche quali quelle della Mesopotamia, della Persia della Siria, dell’Egitto, dell’Arabia e persino dall’antica Roma.
Divinità precedenti la comparsa di Cristo, quali il dio Horus egiziano e il dio Mitra indo-persiano, sono anche loro nati Il 25 dicembre… In tale data vengono anche situate la nascita di Khrisna, Zarathustra, Adone, Dioniso e altre divinità venerate secoli o millenni prima di Cristo, non a caso in concomitanza con i festeggiamenti del solstizio d’inverno.
Nell’antichità troviamo alcune celebrazioni anche in Messico e in India. Basti pensare che, in corrispondenza del nostro 25 dicembre, le popolazioni azteche e pre-azteche celebravano la nascita del Dio del Sole Huitzilopochtli e di Bacab nello Yucatan.Anche nell’emisfero Sud le popolazioni incaiche e pre-incaiche celebravano la Fiesta del Sol. Ovviamente, essendo le stagioni rovesciate essa cadeva il 24 giugno (Inti Raymi). Questa festa è celebrata ancora oggi nelle regioni andine.
Natale in cielo: il solstizio d’inverno e l’astronomia
Ed ecco la spiegazione astronomica e simbolica. Nell’emisfero boreale, dal punto di vista astronomico i giorni 22, 23, 24 dicembre sono quelli in cui il sole si “ferma” per invertire il proprio moto (Solstizio significa, infatti, sole fermo) e in cui l’astro raggiunge la massima distanza dall’equatore. Ovviamente si tratta del movimento della terra, e il fenomeno (apparente) è dovuto all’inclinazione dell’asse terrestre.
In questi giorni abbiamo la notte più lunga ed il giorno più corto dell’anno. Poi, gradatamente, le ore di buio diminuiscono e aumentano quelle di luce, fino a giugno, quando – ovviamente – ci saranno il giorno più lungo e la notte più corta.Il solstizio cade per convenzione il 21, ma per quel fenomeno celeste definito “inversione apparente del moto solare”, diventa visibile solo tre, quattro giorni dopo.
Solstizio d’inverno era, dunque, il momento in cui il Sole, giunto nella fase in cui sembrava soccombere nella battaglia fra luce e tenebre diventava, invece, “invitto” (invictus), invincibile, riprendeva vigore avendo così un nuovo “Natale”. Appunto il “Natale del Sole Invincibile”.
L’interpretazione astronomica del 25 dicembre spiega così perché in questa data si svolgessero festeggiamenti presso quasi tutte le popolazioni antiche, dall’Europa del nord, all’India, al Messico.
1. continua…
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martedì 22 dicembre 2009 alle 09:03
appena inviato un commento; dimenticavo: cchi è che scrive l’articolo ? grazie giulio
martedì 22 dicembre 2009 alle 09:12
Ciao Giulio. Tutti gli articoli non firmati sono dell’autore del blog, Mauro, anche redazione della casa editrice Adea edizioni. Ciao!