Natale: storia e mito 2 – Il primo Natale del sole
venerdì 12 dicembre 2008
Ma perché si chiama Natale? Perché “giorno che celebra una nascita”? Perché è la data in cui nasce il bambin Gesù? No, niente di tutto questo. Chi nasce – anzi rinasce – è il sole, che riprende il suo cammino nel cielo dopo essersi come “fermato”…
L’abbiamo già spiegato ieri: si tratta del solstizio d’inverno, il momento in cui il sole, giunto nella fase in cui sembra soccombere nella battaglia fra luce e tenebre riprende vigore, diventando, così, “invitto” (invictus), invincibile. A Roma, fu l’Imperatore Aureliano che, nel 274 D. C. decretò che il 25 dicembre fosse celebrato in tutto l’impero come il Dies Natalis Solis Invicti, il Natale del Sole Invincibile. Ecco da dove arriva il termine “Natale”…
L’impero romano era da poco stato riunificato in seguito alla grande vittoria conseguita da Aureliano sulla regina Zenobia, del Regno di Palmira. Il trionfo era avvenuto in seguito allo schieramento a favore dei romani della città di Emesa, i cui sacerdoti erano appunto cultori del Sol Invictus. Inoltre, Aureliano aveva avuto anche una visione del Dio Sole di Emesa alla vigilia della battaglia decisiva, il che fu interpretato come un segno bene augurante.
Ecco così che, in seguito alla dimostrazione di tanto favore da parte del Dio Sole, in segno di ringraziamento, l’Imperatore trasferì a Roma la classe sacerdotale e il culto del Sole di Emesa. Inoltre, in onore del Dio Sole Invincibile, fece edificare un tempio di Stato a Roma, sulle pendici del Quirinale.Tra l’altro, all’imperatore non sfuggiva certo come l’adozione del culto del Sole in tutto l’Impero potesse servire a consolidare la riunificazione ed essere elemento di unità culturale. Nelle diverse forme, il culto del Sole era infatti presente in tutte le regioni dell’impero, dall’Egitto all’Anatolia, tra le popolazioni celtiche fino a quelle arabiche, così come tra i Greci e gli stessi Romani. Un atto anche politico, dunque, come nella miglior tradizione italica…
Una strabiliante coincidenza con l’immagine cristiana del Natale risiede nel fatto che gli Egizi raffiguravano il Sole (Horus) come un bambino. Si pensi che in Egitto e in Siria si svolgeva un rito nel quale i celebranti si ritiravano in appositi santuari e ne uscivano a mezzanotte, annunciando che una Vergine aveva partorito il Sole. Interessante vero?Anche grazie a queste “coincidenze”, la festa del Sol Invictus si affermò come la festa più importante dell’Impero, con grande partecipazione popolare a Roma, anche perché si innestava ed andava a concludere la festa romana più antica, i Saturnali.
Non è poi quindi tanto un caso che i riti cristiani si confondessero con i culti solari, tanto che l’imperatore Adriano scriveva nel 134 d. C.: «Gli adoratori di Serapide sono cristiani e quelli che sono devoti al dio Serapide chiamano se stessi Vicari di Cristo».Tertulliano (circa 160-220 d.C.), vescovo di Cartagine, cristiano e Padre della Chiesa, così scriveva: «…molti ritengono che il Dio cristiano sia il Sole perché è un fatto noto che noi preghiamo rivolti verso il Sole sorgente e che nel Giorno del Sole ci diamo alla gioia» (Ad Nationes I, 13).
Ancora quasi duecento anni dopo (praticamente un periodo che corrisponde all’intera storia degli Stati Uniti d’America!!) Sant’Agostino è costretto ad esortare i “fratelli cristiani” a non festeggiare – il 25 dicembre – il Sole, bensì chi lo aveva creato…
2 – continua
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Tags: Natale, rinascita, Roma, Sant'Agostino, Sole, solstizio












lunedì 5 gennaio 2009 alle 12:26
il nome della regina di Palmira è Zenobia!!!
lunedì 5 gennaio 2009 alle 14:02
Certo! Hai ragione! Si tratta di un refuso. Si chiamava Zenobia Settimia (e il suo vero nome era Bath-zabbai). Si definiva “discendente di Cleopatra”… Grazie per la preziosa correzione.