A A
RSS

Piramidi e piramidologia – 5 Alla ricerca del phi

sabato 17 gennaio 2009

Antiche scritture, Percorsi, Tradizioni

Gli insegnamenti di Pitagora costituiscono una “chiave” per il segreto delle cause ultime. Le civiltà antiche conoscevano quel segreto sapere e lo tramandavano in forma indiretta: non l’avevano scritto esplicitamente nei testi, ma nei templi, nella loro armonia e nelle proporzioni, nella mitologia e nella simbologia.

Antichi documenti collocano in Egitto la nascita della geometria. Sebbene le biografie di Pitagora siano frammentarie, di seconda mano e quindi inaffidabili, tutte concordano su un punto: Pitagora aveva acquisito molte delle sue conoscenze in terre orientali.

Vi sono state lunghe controversie circa le proporzioni della Grande Piramide: chi le considerava volute e chi fortuite. Il rapporto tra il perimetro della base della piramide e la sua altezza è perfettamente uguale a pi greco (3,1416 …), il numero trascendente che definisce il rapporto fra il diametro di un cerchio e la sua circonferenza. Al contempo, il pi greco è in relazione con un altro numero irrazionale, ancor più interessante, il phi, la cosiddetta Sezione Aurea. E stato rilevato, ma ignorato dagli egittologi, che non solo per la costruzione della Grande Piramide, ma anche per le altre si fece uso di vari rapporti della Sezione Aurea.

Schwaller volle pertanto scoprire se anche il Tempio di Luxor si basava su quei rapporti. Se lo avesse dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio, sarebbero stati convalidati gli antichi documenti frammentari e si sarebbe reso necessario un riesame delle conoscenze arcaiche nel loro insieme. Se avesse provato che gli egizi possedevano avanzate cognizioni matematiche e scientifiche, non avrebbe soltanto dimostrato, come sospettavano molti, che il famoso sviluppo intellettuale dei greci fu la degenerazione o la pallida copia di ciò che esisteva in precedenza, ma avrebbe anche rinvigorito la leggenda mai sopita, e diffusa presso tutti i popoli del mondo, secondo cui era esistita una grandissima civiltà del passato precedente perfino a quella egizia.

Individuando nel Tempio di Luxor il Partenone egiziano, de Lubicz compiva un esercizio che trascendeva la mera ricostruzione dell’armonia e proporzione dell’edificio. Nell’architettura sacra del passato, l’estetica svolgeva un ruolo secondario; il Partenone greco, per esempio, venne edificato in onore della vergine Atena (parthenos significa appunto vergine, in greco). Il simbolismo della verginità è assai diffuso e molto complesso, dal momento che trova espressione in svariati ambiti. Tuttavia, il suo senso metafisico fondamentale evoca la creazione ex nihilo, l’idea dell’universo plasmato dal nulla, dal vuoto.

Nonostante il successo del suo approccio analitico, la scienza imperante nel 1937 non era giunta a comprendere il mistero della creazione più di quanto non fosse accaduto ai tempi di Newton. Dopo una vita di studi matematici – specie applicati al numero, all’armonia e alle proporzioni – Schwaller si convinse però che, per quanto corrotti e distorti fossero diventati gli insegnamenti di Pitagora, in forma pura essi contenevano la chiave per risolvere il mistero. Inoltre, era certo che le civiltà antiche conoscevano quel segreto sapere e lo tramandavano in forma mitologica, il che spiega le palesi analogie dei miti di tutto il mondo e le marcate somiglianze fra culture completamente isolate l’una dall’altra, sia nel tempo che nello spazio.

Tutti questi temi erano collegati da quello strano numero irrazionale, il phi, o Sezione Aurea. Secondo Schwaller, se l’antico Egitto conosceva il segreto delle cause ultime, non l’aveva scritto esplicitamente nei testi, bensì nei templi, nella loro armonia e nelle proporzioni, nella mitologia e nella simbologia.

Il suo primo passo verso la scoperta ditale presunto “sapere smarrito” fu lo studio delle dimensioni e proporzioni del Tempio di Luxor, allo scopo di vedere se sarebbe emerso un uso deliberato e significativo di calcoli e misurazioni. In pratica, si mise a cercare il phi.

Non gli ci volle molto per dimostrare l’esattezza della sua intuizione. Tuttavia, la complessità e la sottigliezza con cui erano state impiegate le proporzioni richiesero l’adeguata elaborazione di complicate tecniche di rilevamento da parte di Schwaller e del suo gruppo di lavoro. Alla fine, per completare le rilevazioni ci vollero quindici anni di permanenza nel sito di Luxor.

Schwaller sapeva fin dall’inizio – almeno in linea generale – che cosa stava cercando, ma la sua interpretazione non fece ricorso a misure e proporzioni per suffragare una teoria precostituita. Al contrario, i calcoli suggerirono una nuova interpretazione.

Secondo de Lubicz, la civiltà egizia si fondava su una conoscenza precisa e radicale dei misteri della Creazione. L’interpretazione simbolista adduce due tipi di prove a sostegno di tale affermazione: la prima linguistica e la seconda matematica.

In Egitto, lingua e matematica erano due aspetti di un unico schema. Ma per descrivere in modo adeguato tale schema Schwaller ritenne necessario spiegare separatamente le tesi linguistiche e quelle matematiche.

5. continua

 

watch?v=j9e0auhmxnc

Popularity: 9% [?]

Articoli Correlati:


Tags: , , , , ,

2 Commenti per questo articolo

  1. Franz scrive:

    Frederick Pohl, in una trilogia mitica quanto sconosciuta per il pubblico italiano, la trilogia degli Heechee, ad un certo punto introduce un personaggio che parla dei “numeri cribbio”, descrivendoli come quei numeri che invariabilmente generano in chi li ritrova in diverse occasioni, l’esclamazione “Cribbio!”.
    Alcuni sono per esempio il numero di atomi stimato presente nel corpo umano, che è uguale al numero di uomini che potrebbero “starci” nel sole.
    Oppure la successione di Fibonacci, in cui tra ogni numero e quello successivo esiste un rapporto esattamente uguale al PHI di questo articolo.
    Anche PHI infatti è un numero cribbio.
    Lo si trova praticamente dappertutto in natura. Nei rapporti di curvatura della spirale, ma anche in quasi tutti i rapporti autosimili. Nella teoria dei frattali, una volta passato un certo numero di iterazioni le configurazioni ottenute si “attorcigliano” su loro stesse seguendo la proporzione del PHI.
    La successione di Fibonacci, rappresenta di fatto l’interazione, il collegamento del PHI con la natura. In molte specie di fiori il numero di petali è uno dei numeri di fibonacci, Nei crisantemi il rapporto tra la posizione dei pistilli disposti nelle varie direzioni è un pezzo della successione di Fibonacci.
    Le scaglie presenti su un Ananas seguono talmente pedissequamente questa successione che in un famoso esperimento, su 2000 ananas non ne vene trovato uno che facesse eccezione.
    L’Achille Ptarmica, una pianta quasi comune, segue la successione di Fibonacci alla perfezione nella crescita dei suoi rami, 1 il primo mese, 1 al secondo, 2 al terzo, e cosi via.
    La conchiglia del Nautilo si sviluppa secondo la proporzione aurea.
    Ma non finisce qui: Debussy e Bela Bartok hanno regolato alcune delle loro opere più famose sul numero aureo, utilizzandolo per armonizzare il numero di battute in ogni movimento.
    Il DNA umano, il nostro codice genetico, mantiene una successione spiraliforme proporzionata secondo il numero aureo.
    Il corpo umano ha l’ombelico situato in corrispondenza della sezione aurea dell’altezza.
    E per finire in bellezza aurea, la lunghezza totale del braccio, e quella dal gomito alla mano con le dita tese sono in proporzione aurea.
    Cribbio… che numero!

  2. darko scrive:

    da Wikipedia: ” …anke la musica rock, ed in special modo il rock progressivo, si è confrontata con la relazione esistente fra musica e matematica, sopratutto per quél ke riguarda gli aspetti mistico-esoterici della sezione aurea e più precisamente della serie di Fibonacci. L’esempio più emblematico per quanto riguarda questo genere musicale, è la musica dèi ‘Genesis’, i quali hanno usato la serie Fibonacciana per costruire l’arkitettura armonico-temporale dei loro brani: uno di essi, il più significativo in tal senso, è ‘fifth or fifth’ tutto basato su numeri aurei” (fighissimo fifth or fifth)

Scrivi un commento

Advertise Here

Sondaggio

Ti interessa il libro sul rilassamento?

Guarda risultati

Loading ... Loading ...

Add to Technorati Favorites
You need to a flashplayer enabled browser to view this YouTube video

Popularity: 97% [?]

You need to a flashplayer enabled browser to view this YouTube video

Popularity: 100% [?]

You need to a flashplayer enabled browser to view this YouTube video

Popularity: 99% [?]

You need to a flashplayer enabled browser to view this YouTube video

Popularity: 99% [?]


Programmi Gratis Blog Directory voli economici firenze