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Le cazzate degli “esperti”

mercoledì 28 gennaio 2009

Leggere la vita, Percorsi

Interrompo per una volta la serie di articoli recenti per una casualità che mi ha intrigato, e che è in qualche modo connessa proprio al discorso che stavamo affrontando.

Ecco qua. Come molti, mi capita di ascoltare la radio viaggiando. Proprio oggi sono incappato una trasmissione di Radio 24 (credo fosse di argomento medico) in cui a un certo punto si argomenta del fatto che la musica di Mozart “pare” produca degli effetti in numerose circostanze. A parte la conosciuta lattazione delle mucche (che comunque è assodata per la musica classica in genere, eccetto per una particolare razza frisona che sembra prediligere il punk-rock), si affermava nella trasmissione che la musica di Mozart fosse particolarmente efficace dal punto di vista terapeutico (e venivano fatti degli esempi che, francamente, ora mi sfuggono).

Bene. Cosa si fa in radio quando un giornalista imbrocca uno “scoop” del genere? Si chiama immediatamente un “esperto”, naturalmente, che sarà in grado di approfondire con cognizione di causa l’argomento…

Fantastico! – mi sono detto – Adesso finalmente parleranno dell’oggettività della musica, dei rapporti matematici, della consonanza con le leggi armoniche… Insomma, di quello che qualunque musicista serio incontra nella propria esperienza, anche solo a livello istintivo…

Invece, l’esperta del caso, si rifà a varie esperienze di ricerca, gruppi di studio, équipe di ricercatori accreditati che hanno studiato il problema e… riassume lo stato dell’arte in merito. Insomma: pare che le conclusioni raggiunte da queste inestimabili confraternite di studiosi (immagino anche finanziate, perché giustamente non si può dedicare la vita a studi così fondamentali senza potersi procacciare di che vivere) siano concordi su due punti.

Primo: Mozart ha iniziato da molto piccolo a suonare (5 anni), e quindi – suppongo, ma non era molto chiaro – ha raggiunto un livello di perizia pari a pochi altri (ma – aggiungo io – è anche morto giovane… quindi il tempo dell’esperienza è stato quanto meno pari a quello di tanti altri). Ma forse gli studiosi si riferivano al fatto che a quell’età è possibile “cogliere” qualcos’altro… Questo però non l’ho sentito dire (colpa mia: magari qualche rotonda piuttosto impegnativa mi ha distratto dall’ascolto).

Secondo: Mozart è nato in una famiglia di musicisti, quindi la musica l’ha accompagnato in ogni fase della sua infanzia (e, non so perché, ho per un attimo compianto Romina Power, che aveva un papà divo di Hollywood. poverina…).

Fine. Tutto qui. L’esperta ha chiarito, e la conduttrice ha approvato con entusiasmo. La gente, insomma, guarisce meglio con la musica di Mozart trasmessa negli ospedali, solo perché quel bambino del Settecento ha avuto il culo tremendo di nascere in una famiglia musicofila e di mettersi a strimpellare a 5 anni (mi scuso: il Fenomeno suonava già da dio a quell’età…).

I ricercatori (parola più volte espressa nel corso della telefonata) hanno “scoperto” solo questo. Non ho potuto che accostare, sganciare la cintura di sicurezza, e uscire all’aperto per profondermi in un sentito inchino, di fronte a tanta scienza e conoscenza…

Poi (ma solo poi, perché sono un po’ lento nell’elaborare, dopo aver sentito tali meraviglie della ricerca scientifica) mi sono chiesto svariate cose. Le butto alla rinfusa, anche perché credo mi si siano affacciate alla mente tutte insieme (la mia mente inadeguata di non-scienziato). Come sulla Settimana Enigmistica, butto delle frasi incompiute. Ciascuno ricomponga le domande come crede.

Armoniche Universali, Legge dell’Ottava, rapporti matematici, frequenze delle onde elettromagnetiche, intervalli, uso ed effetti delle scale musicali (maggiore, minore, blues, araba, ecc…), dissonanza, timbro, canto carnatico, ritmo (pari, dispari, zoppo, ecc.), tonalità, “colore”, musica delle sfere, intensità, corpo in oscillazione, nada yoga, conoscenze massoniche di Mozart, interazione delle onde sonore, mantra, pitagorismo, suono e rumore, diversa suddivisione della scala nelle varie culture musicali (in India, per esempio), esatonia greca, piacere, armonici, suoni oggettivi della natura, uppertone, e mi fermo qui per non annoiare. Ma ce ne sarebbe ancora molto (e qualcuno può certo arricchire l’elenco).

Forse gli “esperti” erano troppo contenti di essere consultati in trasmissione e si sono persi via, forse non sono poi così esperti, o forse boh… alla radio non ci ritengono abbastanza maturi per “capire” cose troppo complicate. Aggiungiamo ignoranza (nel senso peggiore del termine) all’ignoranza (nel senso migliore), tanto il danno è ormai fatto da tempo. Può darsi che chi sa continui a tacere (semmai qualcuno potesse dargli retta)…

Io, in ogni caso, ho deciso che smetto di ascoltare. (Niente foto, oggi: sono troppo incazzato)

 

P.S. Lancio un assist a Franz: vediamo se qualcuno riesce a farsi venire un dubbio…

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10 Commenti per questo articolo

  1. Franz scrive:

    Eh, mi inviti a nozze!
    Cazzate come quelle che descrivi aumentano di numero come le pulci su un randagio, e il numero di “esperti” come quello dei brufoli sul viso di un adolescente. Purtroppo oggi quasi tutti i media hanno perso lo scopo di fare informazione, e assunto quello di far rincoglionire.
    Oggi io personalmente Grillo non lo sopporto più, ma una volta, quando era ancora un grande, disse una frase fondamentale: “E’ quando pensi che diventi pericoloso”.
    Con trasmissioni di questo tipo il tentativo, peraltro riuscito alla perfezione, è quello di evitare che la gente pensi.
    Solo che ultimamente i tentativi sono talmente goffi che stanno ottenendo il risultato opposto.
    Almeno spero, altrimenti siamo fottuti!

  2. Francesco scrive:

    Bisognerebbe approfondire che cosa intendono con la parola “esperto” per radio e come li reclutano…

  3. rosa scrive:

    Ormai in quasi tutti i campi dell’informazione troviamo “esperti” del nulla e del pressapochismo. Le banalità che si dicono (fra di loro) farebbero rizzare i capelli anche a mio nonno il cui livello di istruzione scolastica raggiunse appena la 5° elementare, ma che non era certo un ignorante.
    Tu caro Mauro dici che “forse non ci ritengono abbastanza maturi per capire”, magari fosse così, credo purtroppo che si siano invertiti i ruoli: l’ascoltatore è l’esperto che sobbalza ad ogni parola ascoltata, mentre invece chi è li a blaterare dovrebbe ascoltare e imparare…………. anche da mio nonno…………….
    un caro saluto

  4. Valeria scrive:

    Sicuramente all’epoca dei nostri nonni il livello medio di istruzione era piuttosto basso, ma anche il condizionamento che ricevevano era inferiore (pochi mezzi di “informazione” e molti spazi di silenzio!).
    Per questo, io credo, i nostri nonni Pensavano; talvolta perfino più di quanto non facciano ultimamente molte persone istruite ed, in effetti, come diceva bene Grillo “è quando pensi che diventi pericoloso”.
    …Evidentemente non è il solo ad averlo compreso!
    A quanto pare oggi la censura e il terrore sono strumenti di controllo in parte superati: meglio un “democratico” e apparentemente innocuo uso dell’informazione; ovvero tutti sparano le caz..te che vogliono (più superficiali sono e meglio è), il popolo ascolta, e mette “democraticamente” il cervello a riposo.
    Comunque non scoraggiamoci… a Venezia si dice: “6 ore cala e 6 ore cresce” (in riferimento alla marea ma, metaforicamente, ai cicli della vita)… Speriamo bene che prima o poi “cresca” e la gente smetta di dormire.

  5. Marco Bongiovanni scrive:

    Grandissimo Mauro, sei riuscito a rendere divertente nel tuo racconto questa storia che testimonia la pochezza e il dilettantismo che pervadono ormai in tutti gli organi di informazione di questo paese.
    Mio zio aveva le mucche ma non hanno mai ascoltato musica classica, sentivano solo le sue urla quando era arrabbiato e le sue parole dolci quando era felice, il latte lo facevano lo stesso ed era buono, probabilmente mio zio era piu’ felice che incazzato e quindi sapeva come coccolarle, mi diceva spesso: “alle mucche devi volergli bene, se gli vuoi bene fanno del buon latte”.
    Mi viene da pensare che anche Mozart, oltre ad usare le sue conoscenze, scrivesse la musica con grande passione e felice di esprimersi in quel modo, questo lo puo’ percepire chiunque fra le note delle sue opere, anche senza studiare le leggi piu’ complesse che forse ha pure usato.
    Tante volte (e non solo nella musica) si ascoltano interventi di questo tipo, davvero incredibili, in ancora piu’ incredibili programmi radio o televisivi, tutto questo ha un aria davvero surreale, mi viene da chiedermi: “ma e’ vero o sto sognando?” Se questa e’ la strada che sta prendendo l’evoluzione umana mi viene quasi da pensare che sarebbe meglio ritrovarci tutti su un altro pianeta la prossima volta.
    Poi anche a me scatta la voglia di accostare l’auto, sganciare la cintura di sicurezza, e uscire all’aperto per profondermi in una bella pisciata liberatoria.

  6. darko scrive:

    Una settimana fa, su un canale televisivo di sky, ho seguito un nuovo documentario che, attraverso una voce narrante, asserisce (secondo accreditate teorie di “esperti del settore”) che l’Universo nel quale siamo contenut,i va verso una totale distruzione (!!!). Io non sono un astronomo, ne un astrofisico e neanche un astronauta, ma questa ipotesi (che nello scorrere del programma, perdeva sempre più i connotati di un’innocua teoria e ‘vestendo’, man mano, gli abiti di una certezza ‘a venire’) mi puzza tanto tanto di stronzata cosmica!

  7. cristina scrive:

    Eh Mauro, con l’ironia e la presa in giro degli “esperti” mi hai fatto venire una gran voglia di ascoltare Mozart, chissà che non mi venga un po’ di orecchio (da stonata che sono), intanto però, faccio la stonata rispetto ai commenti di approvazione che si sono succeduti in seguito a quanto hai scritto. Sono una patita della radio che ascolto anche a casa, mentre cucino, e in macchina si accende insieme al motore, sempre su RAI tre, dove ci sono le musiche che piacciono a me e gli esperti che non piacciono a te. Lungi da me il desiderio di difenderli (gli esperti ovviamente, perché sulla musica spero concordiamo), ma mi domando chi continuerebbe ad ascoltare se si parlasse di rapporti matematici o addirittura della legge dell’ottava (questa poi la puoi nominare solo in alcuni circoli esclusivi, figuriamoci alla radio!), dove andrebbe a finire l’audience? perché c’è da dire che senza quella non potrebbero neanche sfiorare l’argomento e dire sommessamente (benché superficialmente, ne convengo) che ascoltare musica fa bene alla salute. Questa, ricordiamoci, è già una rivoluzione e… anche può dare spunto per un simpatico articoletto che magari… fa venire un dubbio.

  8. darko scrive:

    Sei proprio certa, Cristina, che se gli “esperti” parlassero della musica che trasmettono, in termini matematici o di ottave, non avrebbero ‘ascolto’?!

  9. Marco Bongiovanni scrive:

    Va be’, Cristina e Darko, anche una bella via di mezzo andrebbe bene no?
    Ho letto che qualcuno ne ha parlato tempo fa all’ombra di un albero e c’era anche gente che ascoltava, malgrado fosse un termine cosi’ difficile da comprendere o meglio da realizzare (nel mio vocabolario e’ la stessa cosa).
    Mozart comunque e’ sempre un piacere da ascoltare, secondo me e’ stato l’inventore della musica pop intesa come popolare: alla portata di tutte le orecchie.
    Va be’ per chi vuole spendere 10 minuti di vita insieme a Mozart evitando nel contempo le cazzate degli esperti potete seguire questo link, non so se nel blog posso inserire dei ilnk, io ci provo:

    http://www.zshare.net/audio/5498037172c9d322/

  10. Marco Bongiovanni scrive:

    Per chi invece volesse fare un po’ di ginnastica mentale e leggere qualcosina in piu’ sulle ottave ecco una paginetta interessante. Non vorrei offendere nessuno qui nel blog, so che siete molto piu’ esperti di me in materia, era solo per mettere una pezza all’incompetenza degli esperti della radio. :)
    Purtroppo, come al solito su internet, si arriva solo ad un certo livello di informazione, poi tutto si fa di nebbia ma almeno si accennano alcune cose, per chi vuole andare oltre invece il catalogo Adea ha di sicuro tanto da leggere sull’argomento ;)
    Ecco il riassunto:
    http://deoxy.org/eoctave.htm

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