Nel De Umbris Idearum Giordano Bruno afferma esplicitamente la natura della sua fede e della sua opera, riconoscendone i fondamenti nella sapienza ermetica classica, tradizionale ed egizia. Le "ombre" cui egli si riferisce è ciò che l’uomo può percepire, e dunque è solo attraverso la visione che Bruno definisce “umbratile” che è possibile arrivare a concepire il mondo così com’è, e cioè nella sua essenza. [...]
Se gli archetipi, nella loro forma prima, sono irraggiungibili dalla mente ordinaria, è però possibile risalire ad essi attraverso le catene associative e le corrispondenze, che rappresentano per il mago il linguaggio attraverso cui Dio esprime se stesso e, contemporaneamente, si rende comprensibile all'uomo. Qualche suggestione sull'Arte della Memoria. [...]
C'erano una volta i cavalieri. Uomini implacabili in battaglia e umili nella vita, dediti all'aiuto verso i deboli. Un'etica perduta nel nostro mondo stonato. Eppure... forse "cavalcano" ancora tra noi (travestiti certo, come nella miglior tradizione dei guerrieri solari...). Percorrendo l'antico codice riusciremo magari a riconoscerli anche oggi... Cominciamo? [...]
Nelle università lo studiano come filosofo, sui libri è definito più spesso "pensatore" e ai suoi tempi è stato bruciato come eretico (ciò che comprende, evidentemente, sia l'una che l'altra cosa). Ma Giordano Bruno era molto di più: diciamo un "viaggiatore dello spazio e del tempo"... [...]
"Prendersi cura dell'azione" è il solo modo di anticipare il mutamento continuo dell'istante presente. Nello Zen si chiama Zanshin, altri lo definiscono "stare svegli". Semplicemente, si tratta di restare in quel punto e non "altrove". [...]
venerdì 27 marzo 2009
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