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Libri, librerie e distribuzione. Un requiem.

domenica 5 aprile 2009

Il mestiere dei libri, Libri, Pensieri e parole

Approfitto. Roberto, in un commento, aggiunge questo post scriptum: «…ehm…Mauro potresti ricordare al distributore Adea siciliano di darsi una mossa, nello spedire i libri!?…sono più di due settimane che aspetto due testi Adea, ordinati volutamente in libreria, e sto invecchiando…Tu dirai: se li ordinavi direttamente sul sito a quest’ora erano già lì…sì, è vero, ma m’irritava l’idea di entrare in libreria e trovare in bella vista solo la biografia di Valeria Marini, le ricette di Vissani o l’ultima leccata di B. Vespa…oltre a tutti i vari libri New Age , tipo il volo astrale in 10 lezioni…».

Bene. In fondo questo blog era partito come una riflessione sul mondo dei libri, quindi… approfitto e affondo.

Faccio l’editore da qualcosa come trent’anni. Prima con altri, da diciassette in proprio. Sono una vita. E non una vita facile.

Ma se è difficile scegliere i contenuti, dargli una forma gradevole e trovare le risorse economiche per pubblicare i libri, devo dire che la battaglia maggiore riguarda l’impresa di mandarli in libreria. E – badate bene – non chiedendo favori a qualcuno, ma pagando profumatamente con una percentuale sulle vendite chi della vendita dei libri dovrebbe fare il suo lavoro.

Ebbene, dopo trent’anni non ho ancora capito. Quando sono riuscito (e non so per quale miracolo) a far arrivare i libri in libreria (non dico nelle vetrine… per quelle c’è chi paga, probabilmente) ma almeno sugli scaffali, ho regolarmente venduto. Fino a 10.000 copie e oltre, cosa che costituisce in Italia un successo.

Ma il più delle volte, non si sa per quale perverso meccanismo, di quegli stessi libri che sono stati – e sono tutt’ora dalla richieste che mi arrivano direttamente – cercati e apprezzati, nessuno sul mercato sembra volerne sapere. Sarà – mi sono detto – che il mondo del libro è già soddisfatto dei pingui fatturati che fanno sì che ogni medio libraio viva negli agi e non gliene freghi niente della dodicesima villa al mare… Tuttavia la cosa non mi convince…

Ve ne racconto qualcuna. Di recente, vedo che su un noto sito di vendite librarie on line un titolo Adea appena uscito è definito di “difficile reperibilità”… Bene, mi informo, sicuro di rendere un servizio al distributore e al lettore. Telefono e chiedo dove si trovano e – soprattutto – dove si riforniscono. Ebbene: la società in questione ha la sede nel capannone a fianco del mio distributore di quella regione! Proprio il numero civico successivo… Un caso su miliardi nella legge delle probabilità. E si conoscono benissimo e collaborano da decenni. La difficile reperibilità allora, probabilmente, è solo la pigrizia di lanciare un fischio dalla finestra!

Altro caso (e questo è più di uno, ma generalizzo): a un lettore che entra in libreria e cerca esplicitamente un libro Adea edizioni, viene risposto che la casa editrice “non esiste” (e non è successo solo una volta). Punto. Quando da 17 anni siamo sui cataloghi ufficiali dei libri in commercio, su quelli della Fiera di Francoforte (anche se non è un obbligo), abbiamo un sito, undici distributori regionali attivi da decenni (una struttura di 12 magazzini regionali — per un’estensione di oltre 14.000 mq. — con 121 addetti e 44 promotori) e solo digitando su Google “Adea edizioni” compaiono varie decine di pagine specifiche. Per certi librai però non esistiamo.

Le varianti sono, naturalmente che il libro è esaurito (magari!!!), in ristampa (ma chi l’ha mai detto?) o introvabile (ma chi l’ha mai cercato?). Senza contare la risposta molto circostanziata «noi quella roba lì non la teniamo», esempio di rara eleganza espressiva.

Ora, personalmente ho sempre avuto grande rispetto per il lavoro di chi si occupa di distribuire e vendere libri (e sia sul sito Adea edizioni che su questo blog ho sprecato più di una parola di apprezzamento per queste categorie). So che non è facile e che non ci si arricchisce; anzi, sono più gli esempi di librai che, per passione dei libri, si sono praticamente rovinati, mangiandosi risparmi e vivendo di sacrifici.

Ma oggi è cambiato tutto e, francamente, ne ho piene le palle (tanto per adeguarmi all’eleganza espressiva di cui sopra). Oggi il libraio che sceglie, che valuta i contenuti e l’edizione, che sa consigliare il lettore, è praticamente estinto. Oggi ci sono le catene. Spesso multinazionali o emanazioni dei grandi gruppi editoriali, che valutano i libri in base al fatturato.

Mi spiego: se io pubblico un bel libro che vende – diciamo – 3.000 copie, non sono considerato rispetto a un editore che pubblica 100 libri-spazzatura che vendono 100 copie l’uno (e vendere 100 copie, riempiendo il mercato di carta straccia è un gioco da ragazzi). E’ semplice: io ho venduto 3.000, quello 10.000. Le catene tengono lui e ignorano me (il re Fatturato!). Così il bel libro va a farsi fottere e nessuno lo conoscerà mai, e la gente si cucca montagne di cazzate facendosi l’idea che non esistono più idee o coraggio di esporle.

Inoltre, qualcuno ha pensato che sono gli argomenti a tener banco, e non la competenza di chi li espone. Per cui le catene stesse si fabbricano i libri ad hoc, sulle mode del momento, prezzolando a forfait un centinaio di cartelle a qualche studente che copia e incolla banalità da ricerca liceale. Non faccio nomi. Ma provate a entrare in certe librerie, a guardare le sigle editoriali e la qualità dei testi, e vedrete che due più due fa ancora quattro.

Caso esemplare (tanto per non fare nomi) Feltrinelli, baluardo della piccola editoria di qualità fino a quindici anni fa, ora diventata una macchina da fatturato tra le più spietate. I libri dei piccoli non li tiene: al massimo ne ordina una copia se il lettore la ordina. E il suddetto lettore, oltre a dover già sapere cosa vuole (…e il piacere di scegliere, di sfogliare, di annusare un libro che è una sorpresa?...) deve pure farsi la strada, parcheggiare la macchina (magari con multa, perché in centro è sempre difficile) e sentirsi dire che deve tornare dopo dieci giorni “che forse il libro è arrivato”. Così la libreria guadagna la stessa cifra, non si affatica nelle scelte e non investe un quattrino.

Mi fermo qui. Ma ce ne sarebbe ancora. Non sono tipo da polemica, ma a furia di sentirmi dire che i libri non si trovano non ne posso proprio più. Per cui – cosa che non ho mai fatto – vi invito ad acquistare i libri in rete. Costano uguale (e se nelle note mi scrivete che avete letto il blog, non vi faccio pagare le spese di spedizione), li ricevete a domicilio, e spesso in tre-quattro giorni (salvo rarissimi disguidi).

Per me andare in posta tutti i giorni è una fatica aggiuntiva (soprattutto quando dovrei poter contare su una struttura di distribuzione), ma lo faccio volentieri. Almeno saprò che il libro che spedisco arriverà direttamente nelle mani di qualcuno che lo ha desiderato e lo leggerà con piacere. E non passerà per le mani di chi lo tratta come una merce qualsiasi, per poi, alla fine, tornare indietro come resa invenduta (dopo aver giaciuto in qualche magazzino non visto da alcuno).

Fine dello sfogo. Grazie.

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26 Commenti per questo articolo

  1. emanuela russo scrive:

    ottimo Mauro, che rabbia che mi fa…….libri spazzatura e giovani commessi che non sanno niente di quello che vendono, poverini, anche loro vittime del sistema! Ma sono sicura che i Veri come te esisteranno sempre, vorrà dire che i testi di valore troveranno un’altra strada per arrivare dove devono arrivare…..e le persone destinate non tarderanno a capire come fare ad averli. Un abbraccio forte. Emanuela

  2. Roberto Rini scrive:

    beh…visto che questo sfogo ha preso spunto da una mia sollecitazione (che chiaramente NON aveva nulla del rimprovero…figuriamoci…sapeva più di battuta di un affezionato lettore, e sono certo che così è stata colta da Mauro..), racconto quello che mi è capitato più volte a Roma e a Palermo. Intanto confermo nettamente quello che dice Mauro sulle grandi “catene” tipo Feltrinelli: stanno monopolizzando e orientando i gusti del lettore solo verso ciò che è sfruttabile dal punto di vista economico. Anzi, il fatto di avere VOLUTO ordinare in libreria i due testi Adea, L’Ultimo Segreto e i Maestri (e quest’ultimo dopo 21 giorni non è ancora arrivato…), è nato proprio in seguito alla scomparsa in città (Palermo) di due delle mie librerie preferite (in una di esse avevo trovato un paio di anni fa l’introvabile Gerarchia Occulta), e la nascita di un nuovo megastore Feltrinelli, su tre piani….dove ….non si trova nulla!!…nada, nothing… niente di interessante!!! Ero allibito!… Nelle due librerie di dimensioni relativamente modeste, c’erano sezioni o scaffali piene di chicche rare, di diverse case editrici, meno famose, ma che davano un panorama ampio su un medesimo argomento….ora, invece, 1000mq di cazzate!…più che una libreria, sembra un mix tra un luogo fighetto tipo un lounge bar, e un centro commerciale tipo ikea, dove gente borghesissima, si riversa per comprare l’ultimo libro di moda, con commessi che ti trattano in modo informale e asettico; quindi in fondo..un McDonald’s della cultura sotto la veste patinata…Giuro che c’è più “roba interessante” nelle bancarelle in 7 metri di strada davanti casa mia, che in quell’intero palazzo della Feltrinelli, dove trovi solo i “Vissani” della cultura…
    Non è esattamente il mio concetto di libreria. Ed è vero che sino a 6-7 anni fa invece trovavi più qualità e attenzione verso i testi, e maggiore passione da parte dei venditori, pure in queste grandi librerie…
    I primi testi Adea li ho presi alla Feltrinelli di Piazza della Repubblica a Roma, anni fa. Erano in bella vista, sia i testi più impegnativi e corposi, sia quelli più agili e a buon prezzo..Invece da qualche anno non li si vede più in giro, e la cosa mi ha stranizzato. Anche nelle librerie più specializzate in testi di esoterismo, orientalistica, e tradizioni religiose ho trovato difficoltà a reperirli. A Roma ci sono due o tre librerie abbastanza note per chi ama questi argomenti, ma anche lì, più volte, ho sentito frasi tipo “questa casa editrice non ci manda le cose da un bel po’, non sappiamo nemmeno se pubblica ancora” ..!!?…Strano!..l’anno scorso ho avuto grandi difficoltà a reperire “Padroni del vostro Destino”, e si erano creati strani problemi legati all’ordine, al codice a barre o non so cosa…a tal punto che ho scritto al sito IEAU, che ha poi rigirato la mail a Mauro. Alla fine l’ho ordinato e ricevuto in quattro giorni direttamente dall’Adea…
    Questa volta, pur sapendo bene che avrei reperito i libri in poco tempo ordinandoli direttamente dal sito (e chiaramente non considerando nemmeno il discorso spese postali, visto peraltro che gli iscritti al blog hanno pure dei vantaggi…), mi sono impuntato per reperirli in libreria, preferendo una libreria piccola. Anche qui però stranezze: alla cassa per ordinare i libri, mi sento dire dalla titolare che aveva un’aria diffidente: “ma…è LEI l’autore?”…e io: “eh??..scusi?”.. “no…perché, accade spesso che gli autori sconosciuti o le case editrici meno avviate, facciano questo giochino di prenotare più copie delle loro opere nelle varie librerie….”. Dopo aver rassicurato la diffidente signora sul fatto che io non ero né Mauro Maggio né Andrea Di Terlizzi (forse voleva anche vedere la carta d’identità!) e dopo averle dato l’acconto in anticipo (era mooolto sospettosa), ho aspettato e aspetto ancora…..(mi hanno detto che il distributore è a Messina e si prende tempi lunghi…).

  3. Giuseppe scrive:

    Grazie di esistere Mauro. Non sono però così sicuro (come lo è Emanuela) che i “veri” come te esisteranno sempre. Non credo sia poi così scontato (visto come vanno i fatti). La gente è distratta, pensa che il “sapere” è quello che gli fanno sapere, è pigra e pure tirchia (sui libri, non sugli abiti o le abbuffate).
    Mi spiego meglio: io, dal ’94 al ’99 sono stato proprietario di una libreria. Amavo e amo i buoni libri, e questo amore mi è costato, in cinque anni, 250 milioni delle vecchie lire. Ho chiuso per disperazione. In un paese di 60.000 abitanti pochissimi leggevano. Di questi, molti acquistavano presso gli ipermercati o nelle edicole e, quei pochi che venivano a comprare da me prenotandomi un libro di 5.000 lire presso “piccole case editrici”, alla fine mi chiedevano pure lo sconto. Preciso che un libraio guadagna massimo il 15% lordo su un libro, togli le spese rimane ben poco.
    A questo punto ha ragione Mauro, meglio la vendita on line. Ciao.

  4. confabula scrive:

    Caro Mauro apprezzo lo sfogo ma non arrenderti, il libro ha bisogno di essere sfogliato, pesato, valutato. Bisogna sentirne l’odore, sentire il contatto con la carta, leggerne le prime pagine, sfogliarlo velocemente e capire che ti ha scelto e stasera farà bella figura di sè sul comodino. Magari non lo si leggerà subito ma solo dopo un certo lasso di tempo di maturazione. Comprendo che la qualità di alcune case editrici mal si adatta alla quantità che certe altre ci stanno abituando ma questo è un gioco scorretto non certo del libraio, che in fin dei conti vorrebbe poter dare spazio a tutto e a tutti, anche alla vicina di casa che ha scritto due poesie in croce, ma non è possibile. Le novità sono sempre troppe e lo spazio è quel che è.
    Nel mio piccolo, da libraio di una piccola libreria indipendente, trovo una soddisfazione tutta mia nel riuscire a rintracciare quel libro che il cliente ha già richiesto invano nella fornitissima libreria di catena posizionata in qualche centro commerciale. Forse sono un visionario, uno scellerato, un cattivo venditore ma riuscire a soddisfare il cliente diventa per me un imperativo categorico, anche a costo di mangiarmi il mio margine di guadagno nelle spese di spedizione, d’imballaggio, di rivalsa o quel che è. Che ci sia un mondo di librai che non sappia fare il proprio lavoro, può essere ma ci metterei la mano sul fuoco che se i clienti ritornassero alle piccole e medie librerie di quartiere, ci sarebbero meno libri spazzatura e più clienti soddisfatti

  5. Mauro scrive:

    Grazie a tutti (e a quant’altri vorranno aggiungere la loro). Sono commosso, anche se constato che non si trattava di uno sfogo basato sulla mia semplice frustrazione di piccolo editore. Mi fa particolare piacere il contributo di Confabula, perché è grazie a persone come lui (e a lettori ostinati come Roberto, o inguaribili romantici come Giuseppe) che il libro è ancora quello che è, malgrado stiano facendo di tutto per ammazzarlo.
    Correggo il tiro, caro Confabula: non mollo (e in realtà non ho mai pensato di farlo, anche se gli estratti conti bancari di domani me lo ricorderanno) e anzi rilancio. Rilancio sulla libreria di quartiere, sulla qualità della lettura, sul pluralismo dell’espressione, sull’odore del tutto unico di ogni singolo volume. Facciamola insieme questa battaglia. Tutti quelli che amano i libri, tutti quelli che sono stufi di trovare solo quello che vogliono le catene.
    Io ci sto: magari pubblicherò un libro – prima o poi – dal titolo “in vendita solo nelle piccole librerie”, scrivendoci dentro i tesori più preziosi del mondo. ;-)

  6. darko scrive:

    Ciao!
    Ho lavorato in uno dei due ‘libraccio’ a Monza nel 1983, una decima di anni dopo, in una Editrice: è stato bellissimo: a partire dai colleghi…

  7. Andrea G scrive:

    Sono convinto che, in questa mare di ignoranza e presunzione, finchè esiste ancora qualcuno che ama, si commuove, si appassiona, ….finchè esiste ancora chi cerca più il mistero che la moda del momento, chi è affascinato dal diverso più che dal normale…..finchè esistono poeti,
    (non per forza chi scrive versi, ma anche chi vede e sente la poesia che ci circonda, o che si trova nell’odore delle pagine di un libro)…ci sarà un buon motivo per ridere, piangere, gioire, soffrire ….e combattere!!
    Grazie Mauro. Sono con te. Considerami nella battaglia.

  8. Valeria scrive:

    Basta una piccola luce ad illuminare un’intera stanza… Resisti Mauro, RESISTI !

  9. Roberto Rini scrive:

    Io penso che Mauro dovrebbe preoccuparsi solamente se pubblicasse un testo in cui non crede, qualcosa che farebbe caga*e pure lui….ma fino a quando ciò che pubblica è in perfetta sintonia con quello che lui vorrebbe leggere da lettore o ciò che sente e pensa, troverà sempre persone in sintonia con lui…ma queste cose le sa già meglio di noi….
    Oggi, grazie ad internet e alla facilità di passaparola, tramite siti, blog, forum ecc… la visibilità resta alta comunque. Piuttosto cazzierei i distributori che, suppongo, vengono pagati anche per far conoscere la “merce” e tenere contatti con le librerie, grandi e piccole. Quello sì…

  10. francescop scrive:

    E’ per questo che spero che il web faccia la sua parte; investendo pochi soldi si ha una vetrina accessibile a tutti, dando una possibilità a chi cerca. Vero che cercare un libro in libreria è un’altra cosa, negli stati uniti per esempio ci sono tantissimi rivenditori anche di libri usati (ho trovato lì quelli di Gurdjieff per 2 dollari). Intrigante sfogliare un libro con le pagine ingiallite sognando che sveli chissà quali segreti, oppure aprirne uno fresco fresco di stampa nella speranza di trovare quel pensiero che apre nuove porte.

  11. Roberto Rini scrive:

    Ecco, alla fine c’è riuscito…..dico, il distributore c’è riuscito a farmi stancare: dopo più di tre, dico tre, settimane che aspetto, oggi mi rivolgo nuovamente alla libreria per sapere che cacchio succede, e l’apprensiva titolare mi annuncia – dopo aver telefonato alla suddetta ditta di distribuzione – che: siccome il libro non è in magazzino (e ci volevano tre, dico tre, settimane per capirlo) allora occorreva almeno una settimana per ordinarlo all’editore, e dieci, dico dieci, giorni per spedirlo poi a Palermo!!!!! cioè, ricapitolando aspetto da ventitre giorni una risposta, e mi si dice che devo aspettare altri sedici, dico sedici, giorni!!!!! in totale farebbero trentanove giorni!!! per avere un libro…..ecchecaz*o. Fancul*…ho disdetto l’ordinazione, e la rifaccio direttamente sul sito!
    Alla fine mi sa, Mauro, che ci guadagni, perlomeno non devi pagare le percentuali a sti stronz* e al libraio!

  12. Roberto Rini scrive:

    Ma se fosse un complotto anti-Adea??…no dico davvero….ripensavo a certe stranezze, librerie esoteriche che non sanno che fine abbia fatto la casa editrice…(voglio dire c’è un sito), librerie grandi e catene nazionali che mi dicono che non la conoscono proprio, distributori che non fanno il loro dovere, librai diffidenti pur avendo reparti interi dedicati, chessò, alla Macroedizioni e alla Amrita (case editrici che per un libro interessante ne pubblicano 3 o 4 di cazzate riciclate…)
    Voglio dire, cos’è che rende “anomala” l’Adea?…Qualche anno fa i testi Adea li trovavi con facilità, e nascevano, a mio avviso, da una strategia vincente o quantomeno rivolta alla fruibilità da parte del lettore: prezzo contenuto, lettura agile, contenuti elevati e non comuni (o trattati in modo non comune), grafica riconoscibile (benché a volte poco sobria, ma sicuramente riconoscibile)…
    e poi…
    Sarà, Mauro, che non hai pubblicato testi tipo “il Codice Caravaggio” o “il Codice Michelangelo” sulla scia di… oppure non hai fatto il verso a “Và di porta il cuore, però prima datti 100 colpi di spazzola, e poi scavati tre metri sotto terra..”…oppure non hai pubblicato la biografia esoterica di Maria De Filippi….non so, sarà questo…Oppure non hai pubblicato noiosissimi saggi di baroni universitari o tromboni televisivi sull’ “accoppiamento delle formiche nei paesi socialisti dopo il crollo del muro di Berlino, con particolari ripercussioni sul Kazakistan”…ma sta di fatto una cosa…chi sfoglia un testo Adea, avendolo per le mani, quindi potendolo sfogliare, leggerne frasi e paragrafi, potrà pensare : “testo anomalo, forse la grafica è strana…”, ma poi aggiungerà: “…ma questo che scrive non è un coglione!” …
    I libri in libreria DEVONO arrivarci, per potere essere scelti da chi già non li conosce….

  13. Marco Bongiovanni scrive:

    .
    Cosa dire, io vado sempre a cercare le cose che mi interessano anche se risultano irreperibili o addirittura inesistenti ma mi rendo anche conto che di solito le persone sono pigre e preferiscono i titoli da “vetrina” anche perche’ socialmente piu stimolanti visto che di quelli ne parlano tutti e ognuno puo’ esprimere la propria opinione e sentirsi parte della grande comunita’ umana.
    Unica cosa che dispiace e’ che in questo modo viene a mancare un supporto economico alle piccole case editrici che se vendessero qualche libro in piu’ potrebbero lavorare molto meglio.
    In poche parole volevo dire che queste tematiche sono ben lungi dall’essere popolari e credo che non possano diventarlo semplicemente mettendo il libro in vetrina, se non scatta la molla dell’interesse in chi compra c’e’ poco da fare.
    Godiamoci i nostri bei libri! A proposito un mio amico di cui non faccio il nome lo scorso Gennaio ha promesso che mi avrebbe portato un libro che pare sia interessante, si chiama “L’Ultimo Segreto” qualcuno ne sa qualcosa? :)
    Non mi resta che andarlo a cercare, come ho sempre fatto.

  14. Roberto Rini scrive:

    sì, ma il punto è che chi è appassionato di certi argomenti, deve potere trovare una vastità di testi in relazione a quegli argomenti. lo yoga non è esattamente “popolare”, certamente meno della biografia di Antonella Clerici, ma chi cerca informazioni su questo argomento deve poter imbattersi non solo in “lo yoga in 10 lezioni”, manualetto che non serve a molto (meglio allora un buon libro di streching..), e nemmeno solamente in testi “colti” quali “lo Yoga” di M. Eliade, reperibile facilmente da Feltrinelli. Quest’ultimo è sicuramente un testo dotto, che che può essere utile per chi vuole una riflessione storica e colta sulla yoga, ma che francamente vale meno di un testo di più “agile lettura”, ma decisamente più “interno” e “profondo” (cioè scritto da chi lo yoga lo pratica e ne ha una visione profonda dall’interno) quale “lo yoga” degli istruttori di Parsifal in edizioni Adea, un vero gioiellino, che per quanto divulgativo rivela il valore e la complessità della disciplina. Chi è interessato all’astrologia, deve poter trovare tra le tante menate da rivista scandalistica sull’argomento anche i testi chiari, esplicativi, essenziali, e profondi di Vittorio Mascherpa. La cultura che non è pluralista è morta. Il punto è quando arrivano SOLO le boiate in libreria….e allora l’Astrologia diventa una barzelletta, lo yoga una cosa per obesi americani, la ricerca spirituale un mix di visioni soggettive tra delirio e furbizia, oppure uno studio dotto da “pandit” universitari, che nulla ha a che fare con l’essenza di una vera ricerca. Chi cerca libri in un reparto di una libreria, segue strani intuizioni, strane coincidenze e vibrazioni; l’incontro con un libro è , a volte, come quello con una donna che aspettavi da sempre. Mi è capitato più volte di aprire un libro, in libreria, e trovare la frase giusta al momento giusto, ciò di cui avevo bisogno esattamente in quel momento, e da lì l’acquisto del libro….anche se ha una copertina sgargiante, anche se l’autore è un illustre sconosciuto, o è malfamato (mi è capitato spesso con testi di Osho…). Vibrazioni…Un testo come “Il Sentiero del guerriero” edizioni Adea, potrebbe facilmente far storcere il naso ai praticanti ordinari di arti marziali,, ma indipendentemente dai contenuti più esoterici e inverificabili, ti dà la ben precisa sensazione che gli autori sanno cosa stanno dicendo, e non li puoi facilmente bollare con un facile giudizio. Puoi dire dinanzi a certi a libri “ci credo” o “non ci credo”, ma non puoi dire questi autori sono dei cretini…..ti lasciano sempre qualcosa, quantomeno un dubbio, su cui riflettere.
    I libri bisogna sentirli, come la buona musica, il buon cibo e le …buon persone (amici, donne, maestri …). Ci sono persone che dimentichi doipo 5 minuti che li hai conosciuti, e altre che ti rimangono impresse tutta la vita. Con i libri è uguale. Certi testi li puoi odiare, ma se le parole ti risuonano dentro, qualcosa hanno fatto in te. Il pre-requisito per tutto questo, però, è che siano fisicamente accessibili….

  15. Roberto Rini scrive:

    scusate certi errori da scrittura frettolosa, è pure notte fonda, ma penso di essere stato chiaro…volevo aggiungere però un’utlima cosa. E’ vero che certi argomenti non sono certo popolari, o perlomeno difficlmente verranno “pompati” dai media, come può accadere per un’inchiesta giornalistica che fa scalpore (tipo Gomorra) o per un caso letterario (si va da Faletti a moccia alla Tamaro ecc..); ma chi si pone certe domande s’imbatte ievitabilmente in certi argomenti, in certi contenuti, in certe tradizioni, ed esperienze….Allora, una casa editrice come l’Adea, che ha un’identità legata alla ricerca interiore, ha il diritto-dovere di dire la sua. L’anomalia, semmai è che l’Adea non cavalca l’onda modaiola – esiste una “moda” anche in certi argomenti spirituali – in questo senso non si colloca con facilità nelle vetrine o nei primi scaffali delle librerie; ha un ritmo di pubblicazione e una scelta contenutistica che segue percorsi propri, come è giusto che sia, e non segue il caso letterario, nè immette sul mercato testi “tanto per”…che tappano buchi. Ciò non toglie però che fare una strategia di marketing non possa essere utile, giocare con le stesse carte con cui giocano case editrici che si sono riservate un posto sole, non sia impossibile, e scegliere dei distributori che facciano una degna promozione non sia immorale. Come si dice in quell’esagramma dell’ IKing cinese, il pozzo, (più o meno) “il pozzo è profondo e l’acqua è limpida, ma se nessuno vi attinge è un male”

  16. Valeria scrive:

    Ma senti un po’ Mauro, in pratica c’è qualcosa che possiamo fare come amanti e lettori dei libri dell’ADEA? Forniscici qualche suggerimento…

  17. Roberto Rini scrive:

    allora…intanto ringrazio Mauro: il libro è appena arrivato (peraltro senza spese aggiuntive, grazie ancora….). Considerando che c’erano le vacanze di mezzo, con la libreria avrei dovuto aspettare un’ALTRA ventina di giorni almeno…il che è inaccettabile. A volte hai BISOGNO di un libro, perché…perché senti che lì ci può essere qualcosa, anche UNA sola frase, che ti apre un mondo.
    Quando poi di frasi, idee, suggestioni e altro…ne trovi a valanga, allora si creano delle risonanze interne, che possono anche cambiarti la vita. Ecco perché se uno ordina un libro, deve poterlo leggere a breve e non dopo un mese! …ne va della vita, a volte!
    Ho letto subito poche pagine, ma posso già dire che è un libro “ricco” …..non dico di più. Dico però che un libro simile, DEVE poter essere trovato da chi indaga tra gli scaffali di una libreria in cerca di “risposte” ….inoltre è un libro di bella fattura, e non è solo una questione estetica: i libri li devi veramente toccare ….. emanano vibrazioni….
    In tutte le tradizioni si parla di Libri Magici e Segreti… non dipende solo dal contenuto; “l’oggetto libro” in sè può avere strane qualità…
    Credo che i passaparola possano far molto….
    ciao

  18. Guillermo scrive:

    Sarà “ignoranza”, o superficialità, presunzione, arroganza, o semplicemente come dice Mauro mero interesse economico; fatto sta che i libri Adea, per una certa categoria di persona, sono antipatici perche inducono ad intraprendere un “serio” lavoro di ricerca, o quanto meno incomprensibili perche, secondo me, sono veramente pochi coloro in grado di comprendere. Comunque, certo è che finche l’uomo non diventi più sensibile in se stesso non si interesserà mai ad avicinarsi ad argomenti tanto complessi anche se spiegati in maniera alquanto chiara. Fortunatamente le cose stanno cambiando, lentamente ma inesorabilmente e sono sicuro che verrà un giorno in cui la Ricerca di se stessi e argomenti affini saranno un valore acquisito per la maggior parte delle persone. Intanto “dobbiamo” darci da fare con quello che abbiamo a disposizione e impegnarci oggi per il domani che verrà. Ora non so quanto dobremmo attendere, se decenni, secoli o millenni, ma è un mio augurio. Ciao a tutti.

  19. Federica scrive:

    Buonasera Signora Mauro e tanti ma tanti ma tanti e ancora tanti complimenti….
    Lei non si può immaginare quanto La capisco… ho una casa editrice da quando avevo esattamente 18 anni. Ora sono un pò più vecchietta :-) sono ormai a 35 …. Mi sono “illuminata” di fronte al Suo sfogo perchè è esattamente quello che ho vissuto, passato e subito anche io… ed ancora è così, nonostante sia passato “qualche giorno” da quando ho avuto la brillante idea di scegliere questo mestiere, per me amatissimo!
    A parte gli scherzi sono stata indirizzata dai miei brillanti genitori, che dopo una vita passata a lavorare in proprio avrebbero avuto il piacere di vedere continuare un pezzettino della loro storia nelle mani dei proprio figli. Così è stato …. solo per un fatto di cuiriosità …. non per pubblicità … solo per spiegare meglio gli esempi “tristissimi” che Le vorrei riportare … Le devo anticipare un particolare che avrebbe dovuto essere il mio “biglietto da visita”: pubblico, tra varie cose, un Almanacco che ha più di 250 anni, nato e pubblicato a Pavia pare nel 1750. Spesso nel presentare la mia casa editrice a distributori o chi per essi (sempre e comunque con grande fierezza) mi permettevo e mi permetto di “vantarmi” di questo fatto, essendo per me un vanto…. ma figuriamoci se, a chi fattura milioni, nel distribuire “cazzate” (e mi scuso per la parola ma altre non ne trovo) interessa un piccolo prodotto così antico … prodotto che pare sia nato prima di altre centinaia di testate giornalistiche o case editrici o autori sin troppo noti …. a chi vogliamo che importi :-)
    Io sono capitata per caso in questo sito e non sono proprio riuscita a trattenermi dallo scrivere questi miei pensieri, una sorta di sfogo sulla Sua scia …. e mi scusi per questo ma davvero ne ho viste e sentite talmente tante che il Suo sfogo dovrebbe essere pubblicato a livelli più alti da qualcuno che ha davvero …. ciò che serve per abbattere i colossi, i pregiudizi e questo mercato che fa veramente “pena” ….
    Da qualche anno ho pubblicato libri di autori decisamente sconosciuti. Scelta dettata solo dalla mia voglia di cambiare, sfidarmi, investire su qualcosa di diverso. Mai e poi mai mi sono avvicinata a questo tipo di distributore di librerie in quanto già a priori conoscevo la risposta … infatti …. Vorrei raccontarVi solo questa e poi toglierò il disturbo …. sono uscita (a casa mia ovviamente ….) con un libro molto pratico, utile ed interessante sulla disabilità. Argomento, almeno mi sembra, sempre molto attuale, un pò sottovalutato e difficile da trattare. Comunque nell’attesa di uscire con un altro importantissimo libro (sempre a mio parere) di Piazza Fontata, ho contattato vari distributori di librerie, in quanto credevo, ed ancora credo, che fossero due libri per cui valesse la pena tentare una visibilità o quanto meno distribuzione maggiore … e riassumendo quasi tutte “porte sbattute in faccia” e la mia unica e sempre uguale risposta…. Vi lascio con questo pensiero:
    IO: Sono una casa editrice bla bla bla …. mie nuovi libri sarebbero bla bla bla …
    DISTRIBUTORE: Per il momento non siamo interessati alla sua casa editrice grazie bla bla
    IO: Vi ringrazio per la cortese risposta … ma non dovevate essere interessati alla mia casa editrice …. bensì ai miei prodotti …. che non avete neanche chiesto di vedere ….. grazie bla bla

    Buona riflessione a tutti :-) :-)
    E grazie della Vostra attenzione …. e …. crederci sempre….
    Federica

  20. Roberto Rini scrive:

    ok….è un requiem allora?… in questi giorni girovago per le strade della mia città, in cerca di segni per capire che tempi stiamo vivendo…e vedo. Vedo che il senso di vitalità è ridotto al minimo. che c’è bisogno di una sorgente, e che c’è bisogno di stimoli per tornare a vivere… vedo che ora come non mai , pur avendo a disposizione enormi possibilità di comunicazione e interazione, manca ciò che porti l’animo a sobbalzare d’entusiasmo… non è solo una questione legata ai libri. E’ legato a tutto…

    e quando si arriva a questi momenti così..non si può che ripartire da se stessi..e da quelle poche persone con cui ci si sente affini… sembra poca cosa , ma non lo è…

    è vero che la “realtà” esterna è una specie di Moloch che tutto divora…forse anche per volontà di qualcuno…..in questo senso è come un Mc Donald’s che soppianta il vecchio ristorantino dove andavi e trovavi calore , atmosfera e buona cucina… ma quando si va verso l’appiattimento e verso la decadenza che sembra inevitabile, è proprio allora che ciò che ha valore risalta e brilla rispetto a tutto… come un diamante nella roccia…

    forse a volte occorre forzare un pò le cose, ciò puntare la luce al buio su quel diamante per renderlo visibile…. creare gli eventi della visibilità…ma se qualcosa ha valore parla da sè..

    bisogna capire se per creare visibilità occorre una deflagrazione con fuochi d’artificio, per scuotere il cielo e muovere acque stagnanti ….oppure se sia necessario una discreta circolazione di informazioni… il “come” dipende dai tempi, ma – ripeto – se qualcosa ha vita, prima o poi qualcuno la nota… ibro , evento, opera d’arte che sia…

    io sono per la resistenza… ad oltranza… per cui Mauro non mollare affatto..

    inoltre, forse è proprio nel Karma dell’Adea questa sfida: pubblicare testi che si pongono come indagini sulla natura profonda della realtà,o addirittura sul modo di intervenire sulla realtà, e poi farsi schiacciare da essa sarebbe un doloroso controsenso… è una sfida, Mauro, che sei chiamato evidentemente a cogliere…(o perlomeno così mi sembra…magari domani vendi tutto e scopri che ai Caraibi si vive da Dio, chissà…)

  21. Fransu7 scrive:

    Comprendo e condivido il tuo sfogo, valido non solo per il settore dei libri.

    Ti sei guadagnato il ruolo di mio libraio di fiducia.

    Ciao,
    Francesco.

  22. giuseppe scrive:

    Mauro, rispetto il tuo “stop” da blogger (sicuramente hai le tue ragioni o molti impegni) ma devo dire che i tuoi post mi mancano. Io e tanti altri abbiamo molto da imparare da te, facci ancora sentire la tua voce. Grazie.

  23. frank1313 scrive:

    I libri potrebbero essere suddivisi per sentiero, e poi farei una bibliotteca per quei libri che non si trovano facilmente o di autori sconosciuti..

  24. Fede scrive:

    Metterli a ‘casaccio’ e cercare, poi, per intuito?…

  25. shaman scrive:

    Caro Mauro comprendo ed appoggio il tuo sfogo, ti ringrazio per il lavoro che fai ed i servizi che ci offri. Vorrei segnalare qst libri a coloro che sono interessati al Gotico e Alchimia – Louis Charpentier – I misteri della cattedrale di Chartres. edit l’altra biblioteca. Fulcanelli il mistero delle cattedrali – le dimore filosofali ediz mediterranee ciao shaman

  26. Stefano scrive:

    Ho letto la maggior parte di questo blog e sono basito. Scrivo musica e ho provato a pubblicare le mie cose, lo si fa tranquillamente basta pagare. Ma mi rifiuto di farlo, o di farlo per poi avere i libri in un magazzino, dove diventano immediatamente “di difficile reperibilità” e pertanto destinati a marcire. Per cui volevo intraprendere la strada da solo, ma leggo di queste enormi difficoltà. E poi due considerazioni: la gente non compra, la gente non legge. E purtroppo io mi metto in questa gente, faccio fatica a spendere soldi per un autore che non conosco, e poi come faccio a scegliere un libro, dico uno, tra i 40.000 pubblicati ogni anno? Allora capisco che forse nessuno comprerà la mia musica, inutile pubblicarla, inutile fare sforzi, la gente è troppo schiava dei massmedia e di quello che passa su loro.

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  1. Libri, librerie e distribuzione. Un requiem. | Leggere tra le righe

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