A A
RSS

2012: verso una catastrofe annunciata?

Lunedì 1 Marzo 2010

Leggere la vita, Pensieri e parole

I fenomeni di millenarismo catastrofico non sono una novità: possiamo dire che sussistono da quando esiste il mondo.

Oltretutto, in passato, erano anche talvolta suffragati dall’esperienza: pestilenze, carestie e guerre locali rappresentavano la quotidianità, soprattutto in epoca di decadenza delle grandi civiltà e in presenza di eventi di forte destabilizzazione sociale.

Sicuramente, però, nella continuità di una paura che fa parte dell’interpretazione emotiva (e quindi umana) del vivere, possiamo identificare nell’epoca moderna una sostanziale differenza con altri momenti della storia.

La civiltà moderna, con tutte le conquiste tecnologiche volte al comfort e al controllo della natura, ha certamente indebolito l’essere umano. Lo ha indebolito nel corpo (ormai incapace di sforzi che, solo pochi decenni fa, erano “normali”), ma soprattutto nella mente, così abituata a dubitare di tutto, da arrivare, paradossalmente, a credere a tutto.

È ben vero che ci stiamo avviando verso un’era che si attesterà su una qualità più mentale, ma l’avvicinamento evolutivo verso questo raggiungimento presenta qualche effetto collaterale, che si rende quanto mai evidente nella società moderna.

Innanzitutto, il razionalismo esasperato ha reso pragmatico oltremisura l’atteggiamento verso la vita: si applica a tutto una logica economicistica e ciò spinge a investire (non soltanto con i capitali, ma anche con le idee e la progettualità) solo dove esiste una possibilità di guadagno. Così il “bene” è identificato nell’utile immediato; poco conta se ciò comporta un impoverimento delle risorse o un aumento della nocività ambientale.

Settori come la sanità, l’educazione o la cultura, per esempio, non possono rispondere a questa logica: negli ospedali arriveremmo a curare solo i benestanti; nelle scuole, il sapere e le conoscenze, invece che diretti a una crescita dell’individuo, dando strumenti da usare nella piena libertà, sarebbero solo finalizzati al ritorno in termini di mercato; nella cultura si mercificherebbero le idee, eliminando quelle improduttive, e anche l’informazione – come già succede – risponderebbe solo a logiche di lobbies e potentati economici.

Ma anche senza troppo entrare nell’ambito della politica, la gravità di questo atteggiamento si misura nella mentalità falsata delle nuove generazioni: educate al consumo e alla logica del guadagno, vivono una profonda frustrazione nel contrasto con gli ideali che naturalmente sorgono in un essere umano in formazione. La reazione è patologica: se la loro sensibilità rifiuta questa logica, restano “tagliati fuori” e, a seconda dell’ambiente in cui vivono e delle possibilità, possono manifestare comportamenti devianti o autodistruttivi. Se accettano, vivranno da frustati in un mondo competitivo e privo di etica.

Solo questi accenni al problema, meriterebbero un approfondimento, ma soprattutto un’azione decisa di svolta, che nella società odierna – al di là del dibattito in corso, nel quale da molto tempo e da diversi pulpiti si è lanciato l’allarme – non sembra trovare risposte.

Ma su un altro “effetto collaterale” vorremmo porre l’accento: quello della superficializzazione.

La visione prettamente razionale porta progressivamente a tralasciare istanze che appartengono al mondo interiore degli esseri umani. La tendenza all’introspezione, al porsi domande sui grandi temi della vita, al considerare i valori umani primari, viene sempre più bollata come infantilismo, superstizione, sentimentalismo, quando non addirittura fanatismo irrazionale.

Tutto viene ridicolizzato e superficializzato: l’antico Yoga viene presentato come contorsionismo da avanspettacolo, e trasformato in surrogati dal sapore più moderno, praticabili con macchine sofisticate (e senza sforzo) nei centri fitness alla moda; la cultura marziale diventa pretesto per una rappresentazione dell’aggressività: si trasforma nel migliore dei casi in sport, nel peggiore in tecnica d’offesa per bande da strada; la meditazione viene ridicolizzata come un surrogato alle droghe psichedeliche o presentata come una fuga dalla realtà, praticata da chi ha paura della vita e cerca un angolino protetto in cui rifugiarsi; la ricerca di trascendenza viene derisa, cercando sempre più di accreditare la teoria del caso (in mancanza di risposte comprensibili dalla mente razionale) al mistero della Manifestazione.

E così, paradossalmente, il cinismo di una civiltà erede dell’“età della ragione” di settecentesca memoria si beffa delle istanze più importanti che appartengono all’umanità da milioni di anni, accontentandosi di vere e proprie stronzate, elette sempre più a simbolo di cultura universale (vi siete mai chiesti come mai i programmi televisivi di maggior successo a livello mondiale siano i vari “Grande Fratello”, gli squallidi quiz nozionistici a premi e – praticamente ad ogni ora – ventidue ragazzotti in mutande che corrono dietro a un pallone, presentati come eroi?).

Si tratta solo un inizio di catastrofe, o abbiamo già toccato il fondo e non ci accorgiamo che il mondo – quello vero, non la realtà virtuale della “comunicazione” – è già finito da un pezzo?

Articoli Correlati:


Tags: , , , ,

3 Commenti per questo articolo

  1. Guillermo scrive:

    Personalmente posso solo dire che trovo sempre più difficile esprimere comportamenti coerenti con un certo tipo di “ideali”. Non mollo, non voglio mollare. Mi auguro e nel mio piccolo sto lavorando perche le cose intorno a me possano cambiare. Comunque aldilà delle varie profezie è auspiccabile che “succeda qualcosa”. La mia preghiera in questo senso è che un gran numero di individui si “svegli” dal torpore odierno e si aplichi nella direzione giusta…

  2. Valeria scrive:

    Probabilmente si… il mondo, quello vero, è finito da un pezzo. Sostituito da quello virtuale…

  3. Fede scrive:

    notevole questo post Mauro, in poche righe hai fatto una foto precisa di ciò che è e di ciò che manca. Ineccepibile come sempre.

Scrivi un commento

Sondaggio

Ti interessa il libro sul rilassamento?

Guarda risultati

Loading ... Loading ...

Advertise Here
La suggestione
  • La conoscenza discorsiva non serve

    ad andare oltre le illusioni del mondo,

    proprio come il buio non cessa di esistere

    solo menzionando una lampada.


    Kularnava-Tantra I, 96-97

Add to Technorati Favorites

You need to a flashplayer enabled browser to view this YouTube video

You need to a flashplayer enabled browser to view this YouTube video

You need to a flashplayer enabled browser to view this YouTube video

You need to a flashplayer enabled browser to view this YouTube video

Visitatori online


Programmi Gratis Blog Directory voli economici firenze