2012: profezie, cicli evolutivi ed ignoranza
mercoledì 3 marzo 2010
A cosa serve una profezia? A sapere in anticipo i numeri del Superenalotto o se l’Inter vincerà o meno il campionato? A scoprire l’andamento della Borsa per poterci far speculare a colpo sicuro? O semplicemente per chiarirci le intenzioni di quella misteriosissima ragazza della porta accanto?
Siamo proprio sicuri che il “nocciolo” di una visione profetica consista nel prevedere l’evento e non – al contrario – nel mettere in guardia per poter prendere coscienza del problema e dare la possibilità di evitarlo?
Personalmente sono un po’ stufo dell’approccio catastrofistico, anche se ritengo del tutto reale la possibilità di dare un’occhiata nel futuro di uno spazio-tempo che lineare non è. Se solo salendo qualche rampa di scale sono in grado di vedere più orizzonte davanti a me, non dubito che un’accresciuta consapevolezza possa spingere lo sguardo anche avanti nel tempo. Un po’ come nell’esempio del tavolo da biliardo che ho proposto qualche articolo fa (il capitolo scaricabile in “Verso la Quarta Dimensione“).
Basta fare una semplice ricerca su Google con “2012 fine mondo” per essere inondati da 881.000 risultati, fra siti, volumi dedicati, blog e video a tema, solo in italiano. Con vari scenari: si spazia da tempeste solari in grado di innescare eruzioni vulcaniche a un’inversione dei poli magnetici che farà fermare la terra per 72 ore, per poi farla riprendere a girare sul proprio asse in direzione opposta…
Si tratta di una bufala creata ad arte (e che comunque, nel caso, avrebbe di gran lunga preso la mano degli ideatori) o di evidenze che già gli antichi avevano avuto modo di cogliere nell’evoluzione dell’universo delle loro cosmologie?
L’unico fatto certo è che la data del 21 dicembre 2012 coincide con il solstizio di inverno. Se si aggiunge inoltre l’elemento che i Maya avrebbero indicato questa specifica data come termine di un loro precisissimo calendario, e che il periodo coincide con l’allineamento del Sole con il centro della Via Lattea, tanto basta per la moderna propensione al sensazionalismo a creare un fenomeno culturale.
Trovo senz’altro la cosa divertente e non priva di spunti interessanti. Esaminare varie evidenze provenienti da testimonianze di diverse cosmologie e collegare elementi anche incongrui tra loro, senza voler a tutti i costi trasformare i fremmenti in un intero, può essere utile per aprire la mente a visioni più dilatate. Perlomeno a renderci conto dell’incredibile equilibrio cosmico cui dobbiamo la nostra esistenza apparentemente così scontata.
D’altronde, il quadro (largamente incompleto) basta già a comprendere come la vera catastrofe cui stiamo andando incontro sia quella generata dall’ignoranza. Una patologia che appartiene alla razza umana da sempre, ma che negli ultimi decenni si accompagna sempre più a una presunzione oltre misura.
Questo è ciò che porterà davvero al disastro. Esistono degli equilibri nell’Universo, delle Leggi. Non possiamo proditoriamente ignorarle a lungo, pretendendo di fissare noi i confini e le regole dell’esistenza.
Nessun contadino pretenderebbe di raccogliere il grano in gennaio, né di piantare banane sull’Altopiano di Asiago. E la Conoscenza, a questo livello, non c’entra: si tratta di solo buon senso. Ciò di cui l’umanità ha oggi soprattutto bisogno.
Gli antichi, semplicemente, sapevano che saremmo arrivati a questo punto. Nulla di magico: basta conoscere l’uomo e osservare i cicli dell’evoluzione, che sono comunque strumenti, utilizzati dal pensiero esoterico per decifrare il senso della posizione dell’umanità rispetto al tempo.
Ogni tradizione ha una sua particolare interpretazione, di solito commisurata alle conoscenze, al linguaggio e al momento storico di determinazione. Ma, osservando attentamente, esistono molte coincidenze, collegate al ricordo ancestrale di epoche remote e agli insegnamenti che l’antica Scienza Sacra diffuse sull’intero globo.
Un giusto approccio al “problema 2012” (dovremo metterci la maglia di lana, visto che avverrà in dicembre?) dovrebbe dunque partire da qui.
L’umanità sta attraversando un’epoca ben precisa, che sta in uno schema cosmico “al lavoro” da milioni di anni. Possiamo chiamarlo “Piano Divino” o anche semplicemente definirlo “processo evolutivo”. Ciò che conta è che abbandoniamo per un attimo la visione antropocentrica e proviamo ad ampliare lo sguardo, fino ai remoti confini del tempo e dello spazio infiniti.
Gocce d’acqua in un oceano di Coscienza Divina, quali siamo, dovremmo lasciarci cullare dall’onda lunga del grande mare che ci contiene.
Siamo un punto infinitesimale, ma nel cuore del Padre. Separati solo da una distanza illusoria. Ma non riusciamo ad accorgercene: “illusione” significa proprio questo…
E siamo nel momento più buio della nostra storia. Reggetevi agli appositi sostegni: siamo nel Kali Yuga, signori, l’età di Kali…
Scusate se è poco.
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Tags: 2012, Kali Yuga, Maya, profezie, spazio-tempo








giovedì 4 marzo 2010 alle 08:57
Sabato 6 Marzo a Milano ci sarà una grande manifestazione contro il razzismo, il No Razzismo Day. Una manifestazione per affermare con forza che l’unica razza esistente su questo pianeta è quella umana. I canali ufficiali di informazione non hanno dato nessuno spazio all’iniziativa, e sono quegli stessi che ogni giorno presentano gli stranieri come la causa di tutti i mali che affliggono il nostro paese. Vi chiedo di farvi portatori di questa causa diffondendo il più possibile la notizia ad amici e conoscenti.
Un sentito ringraziamento al Leggere tra le righe per la collaborazione.
giovedì 4 marzo 2010 alle 15:28
Non voglio apparire noioso e un poco romantico ma secondo me l’unica cosa saggia da fare in questo momento non è restare in disparte ma partecipare alla vita come meglio possiamo atraverso la parola o l’azione volte a ciò che è bene e giusto, e attendere che le cose cambino…
giovedì 4 marzo 2010 alle 21:21
Va be’, non ho capito bene l’intrusione un po stonata del carissimo “No Razzismo Day” che mi sembra fuori luogo, non che sia razzista, tutt’altro, faccio del mio meglio per non esserlo ma mi sembra che la questione trattata vada al di la’ del colore della pelle o del passaporto che sia. Piuttosto sarebbe forse bello aprire un argomento a parte dedicato al razzismo visto che viviamo in un Paese altamente razzista, uno dei piu’ razzisti cha abbia mai visitato a dire il vero.
Tornando al tema trattato posso solo dire che resto sempre colpito da come Mauro sia in grado di descrivere le cose, riesce sempre ad accendere qualcosa dentro, a far scattare la molla del pesiero, a farmi meditare sui concetti e sulle forme.
Penso che il mio piccolo universo sia sempre a rischio di finire il proprio ciclo evolutivo ma non ne faccio un dramma, cerco solo di stare molto attento visto che trovo la vita alquanto interessante e vorrei continuare e studiarla, a capire le cose e spero che al momento giusto, quando dovra’ finire questo ciclo, incurante se capitera’ solo a me o assieme a tutta l’umanita’ in un grande botto cosmico, mi piacerebbe solo poter andare a far parte di qualcosa di piu’ grande, di piu’ bello e di piu’ luminoso di quanto sia adesso. Troppo ambizioso forse ma mi piace pensare che cio’ possa succedere un giorno.