La naturale leggerezza dell’essere
lunedì 22 marzo 2010
Purtroppo, le parole sono quello che sono. Abbiamo un vocabolario limitato, soprattutto per ciò che concerne le esperienze che non fanno parte di un vissuto comune.
Per questo, quando dico “rilassamento” mi rendo conto che quello che viene percepito – quando va bene – è semplicemente la capacità di lenire volontariamente condizioni di stress (decontratture muscolari, controllo di stati emozionali, alleggerimento dei pensieri ossessivi, ecc.) o – al peggio – la possibilità di svaccarsi su un divano, distrarre la mente con passatempi o sogni ad occhi aperti, o poter rompere le abitudini (prendersi una vacanza, per esempio, o dedicarsi a qualcosa che produce piacere).
È indubbio che tutto questo serve. Cambiare lo stato di permanenza in una condizione reiterata produce senz’altro un alleggerimento, e ne abbiamo tutti esperienza quotidiana: interrompere un faticoso lavoro mentale con un’azione di rottura (una sigaretta, un caffè, due chiacchiere in corridoio…) o concedersi della fisicità in una vita troppo sedentaria (una passeggiata, un salto in palestra, una partitella con gli amici) costituiscono azioni sicuramente efficaci, in grado di distendere e rasserenare.
Ma questo non è rilassamento.
Quello che si dovrebbe intendere con rilassamento è un vero e proprio stato dell’essere, una disposizione di totale rilascio di ogni rigidità sia essa di carattere fisico, emotivo o mentale, fino al raggiungimento di uno stato di “apertura” totale in cui la percezione si dilata, amplificando le sensazioni più “sottili”, fino a raggiungere una condizione di consapevolezza allargata.
Occorre una tecnica. Non perché questo non sia uno stato naturale, ma per il fatto che abbiamo perso questa condizione di naturalità (un bambino, nei primi mesi di vita, non ha alcuna difficoltà ad abbandonarsi così totalmente…). Quindi occorre recuperarla attraverso tecniche precise che ci provengono da una conoscenza.
Ebbene. Immaginate di riuscire a rilasciare ogni muscolo del corpo, dai grandi gruppi muscolari della schiena o delle gambe, fino ai minuti muscoletti facciali e a quelli delle mani e dei piedi. Fino al punto di non sentire più il corpo, ma di percepirvi come un agglomerato di coscienza pulsante.
I sensi rimangono vigili ma, a poco a poco, si portano “all’interno”, rendendovi sensibili ai processi del mondo subconscio. Il tutto senza cadere nel sonno, anzi rendendovi più “svegli” che mai, in uno stato percettivo di estrema raffinatezza.

In questo stato la mente è ricettiva e in grado di palesare tutte le sue potenzialità. Si rende, per esempio, possibile prendere risoluzioni che agiranno in maniera decisa al risveglio, così come cogliere aspetti di sé altrimenti sepolti da strati di personalità impenetrabili. Non da ultimo, un’oretta di questo genere di rilassamento equivale ad almeno quattro ore di sonno normale: non poco, visto che passiamo circa un terzo della nostra vita dormendo…
*****
Inutile dire che questi contenuti saranno approfonditi nel testo in preparazione Rilassamento: lo stato naturale. Lo sapete: verrà pubblicato al raggiungimento delle cento copie di ordini. Il sondaggio è qua sotto, e siamo arrivati a circa 50 copie. Se vi interessa, passate la voce… Io continuo fiducioso nella preparazione.

Ci terrei se ce la facessimo: sarebbe un bel segnale per quel triste mercato che è diventato quello dei libri. Sarebbe bello se l’interesse per un un libro si producesse dalla base, non dal venduto che esibiscono le statistiche su un’offerta comunque decisa dall’alto.
Mi rendo conto che è una piccola azione, che può anche apparire ridicola in una società che si dice democratizzata dal mercato, ma che mostra, a sua volta, proprio quel mercato palesemente prodotto da un condizionamento…
Tuttavia è anche un piccolo passo, un contributo in più, se non altro. Se poi i contenuti interessano davvero, può risultare anche utile…
E allora sapremo di poter andare avanti, con altri testi sull’osservazione, la consapevolezza, l’energia, il piacere e… qualche sorpresa…
Photo credits: Flickrcc
SONDAGGIO
Popularity: 18% [?]
Articoli Correlati:
- Per un ritrovamento dell’armonia naturale
- Rilassamento: lo stato naturale
- Le onde del nostro intimo mare
- Libri, librerie e distribuzione. Un requiem.
- Respirare prima di parlare
Tags: consapevolezza, coscienza, inconscio, Libri, novità, rilassamento








venerdì 26 marzo 2010 alle 14:09
basterebbe solo quello che hai scritto in questo breve articolo, per inserire questo testo (nascituro spero) al di fuori della categoria dei testi sul rilassamento di stampo new age.
riconduci il rilassamento ad una pratica che trascende i sensi fisici per toccare l’interiorità e aprire potenzialità NON ordinarie (benchè originarie e naturali). ..Dal canto mio ho diffuso l’inizitiva editoriale su facebook e spargendo la voce tra conoscenti…
mi auguro davvero che nasca il testo. Il mancato rilassamento è la condizione cronica di anestesia e contrazione con cui viviamo generalmente. E’ come vivere con un’armatura che che non permette di sentire la vita “fuori”, nè di respirare “dentro”…
spero che tu lo pubblichi…comunque…