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La lenta agonia dei libri

mercoledì 7 aprile 2010

Il mestiere dei libri, Leggere la vita, Libri

Primavera strana. Quasi nello stesso giorno esce negli USA l’iPad, che dà il via ufficiale al mercato dei libri in digitale (era attivo da molto, ma il battage di comunicazione messo in campo dalla Apple certamente lo ha reso un fenomeno popolare), mentre in Italia…

…In Italia, attraverso un geniale decreto interministeriale (Decreto 30 marzo 2010 Tariffe postali agevolate per l’editoria [10A04046; GU n. 75 del 31-3-2010]), sono state sospese le tariffe editoriali agevolate, un piccolo aiuto che permetteva agli editori di spedire libri al domicilio dei lettori, con un aggravio relativamente modesto (3,22 euro fino a 3 kg). Vedi in proposito anche il post su “Franz’s blog”.

Non intendo entrare nel merito polemico della cosa, tuttavia mi incuriosisce la circostanza…

In sintesi, mentre da una parte si apre una visione – seppur sempre di opportunità economica – di diffusione di contenuti in potenza universale, dall’altra (ed è la parte nostra, del nostro lungimirante governo, tanto attento alle telecomunicazioni targate Mediaset e alle polemiche RAI) si vanifica lo sforzo di tanti piccoli editori che, ignorati dalla distribuzione libraria ormai saldamente in mano ai gruppi dominanti, cercavano almeno di fornire un servizio a chi ha voglia di leggere qualcosa di diverso dal piattume proposto dalla moderna Kultura (odio la kappa, ma quando ci vuole, ci vuole… almeno in termini di anomalia).

Siamo sempre all’avanguardia! Tanto per intenderci, se oggi un lettore (ce ne sono ancora, per fortuna, sperduti in ogni angolo d’Italia), non trovando un testo nelle librerie (che non ci sono nei piccoli centri, e nelle grandi città sono di proprietà dei gruppi editoriali) lo ordina a domicilio, deve pagare quasi più per le spese di spedizione che per il prezzo di copertina del libro.

Certamente un risparmio per i servizi postali, che per ogni spedizione sprecano moduli in sette copie e rendiconti per ogni pagamento con ben 4 fogli A4 in busta recapitati a saldo dopo circa un mese dalla spedizione [ma non basta la rendicontazione on-line? Perché abbattere così tanti alberi in burocrazia?]. E una buona opportunità anche per le imprese private di corriere espresso, che d’ora in poi recapiteranno i libri a prezzi concorrenziali e li consegneranno in 2 giorni lavorativi, magari senza furti… (è successo anche questo, con le Poste).

Curiosa circostanza, dicevo…

che spingerà gli editori a investire sempre di più nella rete, e ad abbandonare quel vetusto sistema di stampare i libri su carta.

Sarà fantastico: niente più scaffali pieni di amati volumi da spolverare e rileggere ogni tanto; niente più nottate insonni su pagine che odorano d’inchiostro; niente più tipografie in cui ci si spacca gli occhi per migliorare la leggibilità e l’armonia dei contrasti; niente più sapore, colore, odore, amore per un oggetto che ha sfidato inquisizioni e rivoluzioni per portare il pensiero dell’uomo oltre le piccinerie del potere…

Certo, continuerà la retorica, le trasmissioni figlie del senso di colpa, i siparietti culturali tanto squallidi quanto ipocriti, e si insisterà nel dire che i giovani non leggono. Tutte palle: i giovani leggono quello che trovano e, se ci guardiamo in giro, non possiamo certo dire che possono trovare cibo per lo spirito…

*****

Una volta, qualcuno mi ha chiesto quale sarebbe, per me, un governo auspicabile. Per scherzo, ho risposto che avrebbe potuto esserlo quello che, invece dei ridicoli volantini elettorali dell’ultima ora, avesse regalato ai cittadini un libro di poesie. Stesso costo (non dubitatene: conosco bene i costi di stampa!), ma che classe!

Scherzavo, infatti – dicendolo – perché con l’età è sopraggiunto un certo disincanto. La realtà è che riceveremo sempre per posta porcate di propaganda e pubblicità (chi fermerà i supermercati che ci inondano di 3×2 e offerte speciali?), mentre per un buon libro dovremo sbatterci come nel Cinquecento, quando per un testo importante c’era gente disposta ad attraversare l’Europa a piedi e a giocarsi la vita.

Per i libri ci sono stati roghi, indici (curioso gioco lessicale), censure di regime, esecuzioni. Alcuni testi hanno cambiato la storia, altri l’hanno complicata. Oggi, invece, sembra regnare l’indifferenza; l’arma migliore, senza dubbio.

Si tratta di una guerra antica. Già altre volte, in passato, è stata una battaglia tra oscurantismo e conoscenza. Il conflitto più antico. Già altre volte è stata una sfida tra “noi” e “loro”. Già molte altre volte…

E “loro” hanno sempre perso…

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7 Commenti per questo articolo

  1. Guillermo scrive:

    Ciao Mauro!!! Post sicuramente dal tono amaro ma con in chiusura una piccola-grande nota positiva… Non posso che augurarti buona fortuna…

  2. Roberto Rini scrive:

    curioso..
    riflettevo che l’attuale premier..anni fa spedì a tutti gli italiani , per posta, un libro elogio di se stesso (ufficialmente del partito da lui fondato..in realtà di se stesso..). Prima o poi mi aspetto un libro di poesie a casa….scritte dallo stesso, o dal suo ministro deli Beni Kult..ehm..Culturali.
    Quando vogliono, in questo paese sono davvero retrò…

    Però..non potrebbero le piccole case editrici unirsi contro lo strapotere delle grandi majors (che guarda casa si contano sulle dita di una mano, e due o tre sono collegate al premier..) e contro la stupidità delle scelte governative, in una sorta di consorzio?…siete per forza isole….senza alcuna voce in capitolo?

    rifelttevo su un’altra cosa…all’università ci sono professori che pretendono ..dico pretendono che lo studente arrivi all’esame con in mano una copia del loro libro….se hanno fotocopie li mandano via ..alcuni impediscono il passaggio dei libri tra studenti numerandoli….in questo modo si garantiscono, con un modo coercitivo, la vendita. Mi fa “ridere” questo: essere costretti a comprare o prenotare un libro che NON si ama leggere, ma si DEVE leggere, mette in moto l’editoria…invece la dimensione del Piacere..cioè io VOGLIO comprare e godermi quel libro…viene frustrata da una valanga di situazioni ammazza-editoria, ammazza-scrittori, ammazza-lettori…

    vabò..erano solo pensieri sparsi e volanti…

    pensavo anche al fatto che il libro è stato per secoli lo strumento principale di diffusione delle idee nuove e libertarie….vabò…altri tempi…mavvedicosa vado a pensare….

  3. Giuseppe scrive:

    Strana coincidenza, mentre leggevo il tuo post è suonato il citofono: “volantini!” mi ha risposto una voce di giovane.
    Conunque in questa battaglia contro l’oscurantismo saremo sempre con te.

  4. Marco Bongiovanni scrive:

    Mauro sai come la penso, ti ho scritto anche una mail recentemente chiedendoti un opinione, mi era sfuggito questo tuo articolo che in parte e’ una risposta a quello che ti ho chiesto.
    Per me il discorso non sta in termini di Major o Minor, bisogna freddamente decifrare quali siano e come funzionino i canali di informazione e, se si vuole davvero arrivare alle persona, usare quei mezzi senza tanto disquisire e, nel caso, scendere anche a compromessi.
    Siamo nel bel mezzo di una rivoluzione e le cose cambiano in fretta. Come ti ho scritto, da parte mia il libro (come supporto) e’ gia’ morto, come a suo tempo e’ morto il CD.
    Sono un grande “consumatore” di musica pur non comprando più’ CD da 4 anni. Cio’ nonostante sono aggiornatissimo su tutto quello che succede e mi emoziono anche ascoltando un mp3, la stessa cosa faro’ leggendo un opera letteraria anche sullo schermo del mio computer o qualsiasi diavoleria elettronica essa sia.
    Se la tendenza va da quella parte mi sembra una scelta obbligata seguire quella tendenza e sfruttarla. Se senti che hai qualcosa da dire o da fare devi usare la bocca o le mani, se ti trovi muto e senza braccia devi trovare un altro mezzo di comunicazione.
    Io spero davvero di continuare a leggere i fantastici testi che Adea da sempre propone anche in diversi formati e anche se distribuiti da una Major, in fondo chi se ne frega, l’importante e’ che il testo sia fruibile al maggior numero di persone e le giovani persone sono attratte dalle nuove tecnologie, non rimpiangono l’odore dell’inchiostro perché forse non l’hanno neanche mai annusato.
    L’Italia e’ un paese di vecchi ma il futuro del mondo e’ in mano ai giovani e i vecchi hanno il dovere di insegnare ai giovani usando quello che ai giovani piace. Di certo non voglio insegnare niente a nessuno su come fare marketing per una casa editrice ma se io avessi cose da proporre oggi come oggi nell’ambito letterario non esiterei un minuto a tradurre tutte le mie opere in almeno 4 lingue e a cercare una distribuzione mondiale, la più’ ampia possibile, che possa arrivare anche su base luna un domani. Non mi sembra una soluzione molto costosa, di sicuro meno costosa che stampare libri.

  5. Roberto Rini scrive:

    mah…io credo che la messa online dei testi possa essere un “in più”…il libro rimane insostituibile: lo posso (e voglio) leggere a letto, in spiaggia, in treno, nella mia poltrona preferita ecc…e dopo essere stati “ore” davanti ad un pc non voglio affatto leggermi 200pagine online..o peggio ancora stamparle come fotocopie!!!!

    passiamo già TROPPO davanti un pc…e non è esattamente salutare..
    il cd musicale lo scarico perchè copiarlo in un supporto del tutto simile all’originale è possibile..oppure collegare il pc a delle casse di tutto rispetto è possibile.. stessa cosa con i dvd dei film…
    stamparmi un libro invece no..è diverso..
    il “feticismo” del libro è diverso.. l’oggetto-libro credo sia insostituibile..

    i libri vendono se c’è gente che li vuole, e ha la possibilità di reperirli. il perchè un libro venda e un altro no poi è un altro discorso…, a volte, non dipende solo dal marketing..ma da strane casualità.
    non mi riesco a spiegare solo col marketing l’esistenza di un moccia, ad esempio….forse col vudù o con riti satanici!! ;)

  6. Roberto Rini scrive:

    ooopss……più sopra, ho ammaccato “invia” prima di aver finito di scrivere, ed è partita una bozza che stavo ricontrollando…vabò..il senso si capisce.

  7. Massimo scrive:

    In libreria il 90% dei testi non è altro che pattumiera e va benissimo che la proposta commericale di questo tipo di libri si sposti online anche totalmente.

    Tutto questo andrà a favore dei testi più significativi e importanti, che potremo acquistare anche in edizioni eleganti e raffinate, riportando infine il prodotto cartaceo all’esclusività che giustamente merita.

    Non ci trovo nulla di spiacevole, anzi !

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