Amicizia e ricerca di sé (superare la paura)
mercoledì 14 aprile 2010
Leggere la vita, Pensieri e parole, Percorsi, Viaggi dell'anima
L’amicizia è veramente un sentimento particolare perché, più che in qualunque altro moto dell’animo umano, non va nella direzione di un soddisfacimento di qualcosa.
Nell’amore tra un uomo e una donna, per esempio, oltre a una spinta biologica, vi è la ricerca di un completamento, di una fusione. Cosa che corrisponde a una Legge cosmica elevatissima. Si può dire, in realtà, che tutte le Leggi conducono a quel punto: siamo stati creati proprio per questo…
Tuttavia si tratta pur sempre di un moto inarrestabile cui siamo soggetti: di fatto non è l’individuo che sceglie di cercare una fusione, ma è l’Universo intero che va in quella direzione, nel suo movimento verso il divino.
Nell’amicizia, invece, nulla di tutto questo. Nel manifestarsi di questo sentimento si assiste a una volontà, a un proprio sentire che non è dato a priori, ma fa parte della maturazione di un essere umano.

È, in un certo senso, qualcosa di “nuovo”, un’istanza che si affaccia in termini di possibilità e che va voluta, perseguita, conquistata.
In realtà, l’amicizia è il superamento della paura attraverso l’emozione. È la grande opportunità di utilizzare la nostra energia emotiva e incanalarla efficacemente nell’affrontare un limite cruciale nella ricerca di sé.
Possiamo, in questo senso, parlare dell’amicizia come educazione all’emotivo superiore, e quindi un affacciarsi alla dimensione mentale, altrimenti inarrivabile per l’essere umano.

Per un ricercatore si tratta di un’esperienza fondamentale. Senza questo “passaggio” non esiste la possibilità di condivisione, e quindi si rende più che mai impraticabile lo sviluppo del principio di compassione.
L’amicizia è qualcosa di più che un sentimento umano, è un vero e proprio “atto magico”, fatto di coraggio, abnegazione, generosità, capacità di superare limiti che da soli non verrebbero mai affrontati. In essa prendono forma tutte le qualità migliori dell’essere umano. Come dice Socrate, l’amicizia è «oggetto del buono».
In sostanza, costituisce una forte capacità di separazione tra ciò che è egoistico, dettato dalla paura, e ciò che invece è “fonte universale”, ciò che spinge al superamento delle differenze, dei confini, verso un principio di unità.
Un rapporto di amicizia incoraggia verso il “nuovo”: quasi mai un vero amico manifesta le stesse abitudini e gli stessi comportamenti. È una diversità quella che viene offerta e l’attrazione assume caratteristiche intellettuali di curiosità, attrattiva, coinvolgimento, desiderio di capire, di conoscere altri approcci…
L’amicizia alla massima espressione afferma un concetto di rispetto senza eguali, in grado di superare ogni barriera, sia essa di carattere razziale, religioso, politico, ideologico o caratteriale.
La ricerca dell’amicizia, in un ricercatore, è perseverare, perseverare e ancora perseverare nel più puro dei sentimenti, al fine di dissipare – dentro di sé – il buio dell’ignoranza.
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Tags: amicizia, amore, emozione, paura, ricerca interiore, sentimento








mercoledì 14 aprile 2010 alle 10:22
Bello!
E’ da un po’ di tempo che rifletto (e cerco di sentire) sull’amicizia.
Mi chiedo spesso: “Sono stato un buon amico per qualcuno?
Se non lo stato stato, dove ho sbagliato?”
Tu hai dato in poche parole la risposta.
Ora mi ritrovo a vivere nuove amicizie e,
sono proprio le qualità che tu hai indicato
quelle che ho individuato come necessarie:
rispetto, apertura, accettazione della diversità e
curiosità verso la stessa, disponbilità a lasciarsi andare…
Che grande cosa una “vera” amicizia!
E quanto è rara.
Ciao Mauro.
venerdì 16 aprile 2010 alle 12:47
Certo Mauro, ho sempre pensato che la vita sarebbe molto triste e desolata se non si potesse avere almeno un’anima amica che ci accetta, comunque, per ciò che siamo. Il problema è incontrare l’Amicizi!a!!!
mercoledì 11 agosto 2010 alle 15:18
Sono qui per caso, sto sfogliando le pagine del tuo blog e trovo una miniera di pensieri bellissimi e che trasmettono serenità e fiducia!
Complimenti anche per “Elogio alla lettura”, ci sono anch’io tra quelle tipologie di lettori…
Ciao!
mercoledì 11 agosto 2010 alle 19:57
Grazie Miriam,
questo blog è proprio per viaggiatori come te. Si capita “per caso” proprio dove si è sempre stati. E siamo in molti, sai? …
lunedì 6 giugno 2011 alle 04:28
bellezza bontà e grande utilità nella verità dietro queste tue appropriate e calde parole…grazie!