In ogni individuo, non c'è paura più grande del cambiamento. Anche in condizioni di sofferenza, in genere si preferisce soffrire il conosciuto, piuttosto che andare verso qualcosa che non si conosce. Magari sottilmente, affermando – sognando – di voler cambiare, ma continuando a calcare, nel concreto, strade già percorse o rassicuranti consigli altrui. [...]
«So soltanto guardare le cose, io. E poi cerco di capire. E non capisco. E guardo e cerco ancora. E di nuovo non capisco. Ma non mi stanco mai di guardare, né di cercare, perché non so fare altro. Non so fare proprio nient’altro...»
Un semplice aneddoto che ci proviene dall'antichità evidenzia in maniera eclatante la scarsa presenza di un senso etico nella società della comunicazione di cui tanto ci vantiamo. Provare per credere. Il "test" funziona!
Qualche appunto sull'amicizia, sentimento spesso banalizzato o caricato di retorica. Si tratta invece di una possibilità fondamentale sul percorso della ricerca di sé. L’amicizia è il superamento della paura attraverso l’emozione, la grande opportunità di utilizzare la nostra energia emotiva e incanalarla efficacemente nell’affrontare un limite cruciale dell'esistenza.
Non è così vero che i libri sono morti. Torneranno ad essere compagni preziosi. Perché i libri condensano l'essenza dell'essere umano. Ciò che siamo – e potremmo essere – è anche costituito dalle osservazioni, dalla sensibilità, dall’esperienza degli esseri che ci hanno preceduto. A questo serve la scrittura: una traccia di esperienza per rispecchiarsi, riflettendo o ridendo delle proprie tribolazioni.
giovedì 27 gennaio 2011
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