«So soltanto guardare le cose, io. E poi cerco di capire. E non capisco. E guardo e cerco ancora. E di nuovo non capisco. Ma non mi stanco mai di guardare, né di cercare, perché non so fare altro. Non so fare proprio nient’altro...»
Il De Umbris Idearum di Giordano Bruno, il testo più specificatamente dedicato all’arte della memoria e di impronta marcatamente magica. Dalla dissertazione sulla natura delle “ombre” e sui concetti di “idee”, all’elencazione delle immagini-guida che costituiscono la parte pratica e operativa del testo. [...]
Nel De Umbris Idearum Giordano Bruno afferma esplicitamente la natura della sua fede e della sua opera, riconoscendone i fondamenti nella sapienza ermetica classica, tradizionale ed egizia. Le "ombre" cui egli si riferisce è ciò che l’uomo può percepire, e dunque è solo attraverso la visione che Bruno definisce “umbratile” che è possibile arrivare a concepire il mondo così com’è, e cioè nella sua essenza. [...]
Se gli archetipi, nella loro forma prima, sono irraggiungibili dalla mente ordinaria, è però possibile risalire ad essi attraverso le catene associative e le corrispondenze, che rappresentano per il mago il linguaggio attraverso cui Dio esprime se stesso e, contemporaneamente, si rende comprensibile all'uomo. Qualche suggestione sull'Arte della Memoria. [...]
Nelle università lo studiano come filosofo, sui libri è definito più spesso "pensatore" e ai suoi tempi è stato bruciato come eretico (ciò che comprende, evidentemente, sia l'una che l'altra cosa). Ma Giordano Bruno era molto di più: diciamo un "viaggiatore dello spazio e del tempo"... [...]
venerdì 31 dicembre 2010
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