Un solo libro può segnare la vita di un uomo. Come anche un'esperienza, un amore, un dolore, un evento casuale.
A volte, il proprio vivere è così denso che ne può bastare proprio uno solo. Per interpretare un mistero, per sapere che anche altri "sentono" le nostre stesse cose, per decifrare un percorso che è così difficile capire.
Non è così vero che i libri sono morti. Torneranno ad essere compagni preziosi. Perché i libri condensano l'essenza dell'essere umano. Ciò che siamo – e potremmo essere – è anche costituito dalle osservazioni, dalla sensibilità, dall’esperienza degli esseri che ci hanno preceduto. A questo serve la scrittura: una traccia di esperienza per rispecchiarsi, riflettendo o ridendo delle proprie tribolazioni.
Rompo il silenzio con una provocazione. Se il mercato – per stupidità più che per calcolo – ci impone idee e contenuti, ebbene, sfruttiamo altri spazi di possibilità. Più per il gusto di esplorare e... rialzare la testa. Mi seguirete?
Uno sfogo personale, dopo trent'anni passati a fare libri. E ad amarli profondamente. Un mondo che va perdendosi, nei meandri di una mentalità che guarda alle cifre e non ai contenuti. Non ci sto più dentro. E mi incazzo... [...]
di Vittorio Mascherpa. Ci sono libri famosi e libri intelligenti (e qualche volta le due cose riescono addirittura a coincidere); libri inutili e libri importanti; libri che divertono, libri che nutrono e libri che fanno male. [...]
domenica 12 giugno 2011
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