Di Francesco Vignotto. «Il linguaggio è un virus», diceva Burroughs, e viene dallo spazio. Ad ascoltare l'etimo, ovvero il significato intimo che le parole conservano dalla propria origine, c'è quasi da crederci: le parole di tutti i giorni parlano una lingua che ci sfugge, ma è spesso rivelatoria. [...]
Che le parole abbiano un peso, non c'è dubbio. E non solo rispetto al loro significato, ma a anche al valore d'uso che se ne fa e relativamente al contesto specifico. Se, per esempio, letteralmente l'aggettivo "deficiente" si riferisce a un oggetto (o un soggetto) che "deficie" di qualcosa (ossia ne è mancante), provate a pronunciarlo nei confronti di un politico durante un dibattito televisivo e... godetevi la reazione!
Non sono un critico letterario. Neppure un professore di lettere, né un giornalista. Faccio l’editore, ma mi vien da ridere quando sento l’effetto sovraccarico di quella parola. Ho scritto una trentina di libri, ma il termine scrittore mi fa ridere ancora di più. [...]
lunedì 27 ottobre 2008
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