Exit

Giordano Bruno amava molto presentare se stesso ammantato da un’aura di mistero e presentare le sue opere con il tono di rivelazioni provenienti dal mondo degli spiriti divini, quelli che “mai dimorano negli animi sordidi”.

Nella Cena delle ceneri sostiene di avere più volte “varcato l’aria, discorso le stelle, trapassati i margini del mondo”, e addirittura, nel De immenso, descrive nei particolari uno di questi “viaggi” dell’anima fuori dal corpo.

Ciò che colpisce nella visione che qui riportiamo, invece, è proprio il tono di estrema “normalità” che la pervade interamente. Sembra addirittura, il filosofo, prendere le distanze da questa comunicazione, della quale non esita ad attribuire la paternità a “un tale” di cui non si afferma né la natura superiore né l’appartenenza a una qualche dimensione spirituale.

Questa visione, che nell’originale si trovava allegata, senza alcuna spiegazione, al De Mordentii circino (uno dei due scritti in onore del geometra salernitano Fabrizio Mordente e della sua scoperta, un nuovo tipo di compasso) presenta proprio per questo un carattere non ordinario, e come tale la presentiamo, al di là di qualsiasi commento, come testimonianza che può forse aggiungere un’ulteriore sfumatura alla personalità certamente non ordinaria di Giordano Bruno mago e filosofo, scienziato ed ermetista, teologo e ricercatore.

«Mi stava vicino un tale, io non so chi fosse, di cui non rammento né il volto né l’aspetto; e tuttavia non mi escono di mente le sue parole, e i segni e le linee tracciate davanti agli occhi su una tavoletta.

«Diceva: «Hai quattro orbite di astri che girano attorno al sole posto al centro, e qui hai ottenuto dimezzato e sperimentato il principio di questa divina figlia della matematica. Hai tale facoltà del senso per cui ti si apre la possibilità di giungere a stabilire la misura di almeno due dimensioni, per lungo e per largo, poi ché passi in linea retta verso est ed ovest secondo l’orientamento della cintura del mondo, e inoltre ti sposti verso questo e quell’angolo del mondo secondo la legge e la norma dei vari meridiani.

«Certo però hai pensato che neppure si possa prendere in considerazione in che modo si possa raggiungere l’accesso a questa cosmometria del profondo di queste cose. A proposito infatti dell’oscura misura della profondità per cui capita alle stelle di avvicinarsi al sole e alla terra, e di allontanarsi da essi, invano la si ricerca mediante l’ampliamento e la contrazione della luce incerta, vaga e alterabile, che aumenta e diminuisce, quando anche si ricerchera erroneamente il calcolo del diametro della profondità tramite il diametro della latitudine. Ora dunque impara per qual via puoi compier ciò facilmente e secondo tutte le regole.

«Questo, questo è quel congegno che ti metto davanti agli occhi e ti ingiungo di tenere a mente. Il metodo infatti ti si rivela in esso, ove si trova la legge di quel movimento che si verifica intorno al centro: la legge del medesimo movimento, o di qualsiasi altro che ne derivi che muova dal centro o verso il centro. Così di qui ti è possibile dedurre con ogni certezza ed esattezza [la legge] della dimensione [dedotta] dalla dimensione, del movimento dal movimento, del peso dal peso, e anche della conseguente quantità e della qualità, e di qualsiasi cosa che, nella natura delle cose, ha raggiunto una sua consistenza per gradi certi e definiti.

«Non accade forse abbastanza coerentemente di misurare e rimisurare a vicenda [la legge] del moto e del mobile secondo la quantità? Non è forse necessario che, nelle cose connesse e congiunte, una legge certa di ciò che dal centro promana e al centro tende tenga dietro alla legge certa di ciò che gira attorno a un centro fisso? Lo spostamento di tutte le altre parti non segue forse immediatamente lo spostamento di un’unica parte?». 

 

Immagini tratte dal Corpus iconographicum di Giordano Bruno, probabilmente realizzate dal filosofo stesso.


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2 comments

  1. Comment by Roberto Rini

    Roberto Rini 9 Ottobre 2009 at 15:19

    non sono d’accordo sul fatto che Giordano Bruno sia sconosciuto in Italia..
    probabilmente come tutti i grandi “filosofi” (o ricercatori della Conoscenza) è noto agli addetti ai lavori, quindi non sarà certamente un personaggio “popolare” (ma in questo senso non lo sono nemmeno Platone o Sant’Agostino..). In ambito accademico non mi pare sia stato snobbato… Ai tempi dell’università, ricordo bene dei corsi monografici sul suo pensiero e anche convegni…
    concordo sul film di Montaldo, quello sì che potrebbe essere maggiormente diffuso e rendere il personaggio mitico e popolare…

  2. Comment by silvana bigi

    silvana bigi 14 Aprile 2011 at 17:15

    ho passato..notti intere…anni..sul divano…con mio figlio..perchè ..non dormiva…( davanti alla tele )mio figlio mi è cresciuto addosso…intanto..mi sono fatta una cultura …con..gabriele la porta..che lavora solo di notte..ho registrato molte cose interessanti..magia..filosofia..ecc…così..ho anche fatto conoscenza ..con..GIORDANO BRUNO…vari studiosi che che parlano di LUI…le porta è fissato..con g. bruno..e anchio..non ho mai potuto frequentare …IEAU..ma quando gli amici..tornavano dai vostri incontri..e io chiedevo : cosa avete fatto ?..cosa vi hanno detto.?..hanno anche parlato del film di montaldo su g. bruno..+ altre cose che .dicevano I MAESTRI…in contenporanea a quello che vedevo in tv… coincidenze.?…

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