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Abbiamo già descritto, nell’articolo precedente, il criterio guida della mnemotecnica magica: in sostanza, esistono nel mondo infiniti oggetti sensibili che rappresentano altrettante ombre di alcuni oggetti reali (o archetipi). Il riconoscere le ombre collegate (che procedono dal medesimo oggetto) consente di cogliere diversi aspetti dell’oggetto stesso, e, contemporaneamente, di “introiettarlo” riflettendolo nella mente.

Gli archetipi costituiscono dunque una sorta di “indice generale” dei contenuti del mondo. Ciascuna voce di questo “indice generale”, a sua volta, origina “sotto-indici” e “sotto-sottoindici” e “sotto-sottosotto-indici”, e così via, fino ad arrivare all’apparente infinità degli oggetti creati.

Attraverso la guida dei simboli (figure, schemi, immagini allegoriche) il mago inizia a risalire lungo i “sotto-sotto-ecc.”, arrivando via via a categorie sempre più comprensive, finché «si arriva dalla confusa pluralità delle cose, all’unità che esse sottintendono».

Questi concetti sono particolarmente approfonditi da Giordano Bruno nel De Umbris Idearum, il testo più specificatamente dedicato all’arte della memoria e di impronta marcatamente magica.

Il lavoro che Bruno propone nel De umbris idearum parte con una dissertazione sulla natura delle “ombre” e sui concetti di “idee” (che interpreta in senso neoplatonico). Esaurite queste premesse teoriche, passa quindi all’elencazione delle immagini-guida che costituiscono la parte pratica e operativa del testo.

Si tratta di figure simboliche, quasi per intero mutuate dall’opera di Agrippa, che rappresentano:

  • i trentasei decani dello zodiaco, cioè i reggitori magici delle cosiddette “decadi”, descritti come i demoni decani egizi (“Sale nella prima conformazione di Ariete un uomo nero, di possente statura, dagli occhi ardenti, dal volto irato, e vestito di bianco”);
  • sette immagini planetarie per ciascun pianeta, per un totale di quarantanove immagini (“La prima di Giove un uomo decoroso sopra un carro trascinato da dragoni, gettando colla destra una saetta sul capo del dragone”);
  • ventotto immagini per le posizioni lunari (“La prima su di una sede di ferro Etiopo che lancia un dardo cinto da una fune”);
  • un’immagine del Draco Lunae o “dragone” (“Un uomo re che ha nella destra un dragone, sopra il capo del re una fiamma di fuoco e il capo del dragone è simile al capo di uno sparviero”);
  • trentasei immagini collegate alla divisione duodenaria dello zodiaco (“La prima immagine di una prima casa, un uomo che getta le fondamenta e un altro che allontana una pecora col bastone, e riconduce l’altra, vicino ad una fonte che scaturisce”).

Attraverso i simboli dell’astrologia (scienza fondamentale nell’approccio ermetico) il mago tende ad imprimersi nella mente le “ombre più alte”, cioè le categorie più vicine alle “idee pure, che possono abitare solo nella mente divina. Si tratta ancora di ombre, dunque, ma di quelle più vicine agli archetipi.

Se gli archetipi stessi sono gli “indici” della biblioteca dell’universo, allora possiamo senz’altro ipotizzare che, nella visione del mago rinascimentale, i simboli astrologici rappresentano gli immediati “sotto-indici”, cioè le categorie intelligibili più vicine a ciò che può solo essere intuito, ma mai compreso.

Imprimendo tali simboli nella mente, l’ermetista getta in qualche modo le basi per la successiva catalogazione di ogni ulteriore oggetto, che riceverà una sua collocazione in base alla ratio che lo collega ai simboli principali.

In questo modo gli sarà possibile, muovendosi nel mondo, riconoscere in ogni cosa i collegamenti e le leggi che esprimono nel mondo stesso la presenza del Divino, e che fanno della apparente molteplicità un unico immenso disegno, espressione e sostanza dell’Assoluto. In questo disegno ogni apparente diversità si compone, si giustifica e si annulla. Così ogni legge si risolve nell’unico fatto della coscienza divina onnipervadente.

«Il vero Caos di Anassagora è una varietà senza ordine. Proprio così come nella varietà stessa delle cose distinguiamo un ordine meraviglioso, che, instaurando una connessione degli elementi sommi con gl’infimi e degl’infimi coi sommi, fa concorrere tutte le parti insieme a costituire il bellissimo aspetto di un solo grande essere animato (qual è il mondo), poiché tanta diversità richiede tanto ordine e un così grande ordine tanta diversità. Non ci può essere, infatti, nessun ordine dove non risulti alcuna diversità. Perciò non è lecito intendere il primo principio né ordinato né in ordine» .

E con questo mi accomiato dall’argomento. Non è stato che un breve excursus, senz’altro limitato, ma che mi auguro abbia potuto sintetizzare una delle più interessanti esperienze di ricerca della conoscenza nella cultura occidentale.

3. Fine


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6 comments

  1. Comment by Roberto Rini

    Roberto Rini 3 Aprile 2009 at 20:07

    mi chiedo…avendo questa conoscenza superiore, che gli avrebbe consentito di elevarsi sino alla dimensione delle cause prime, gli archetipi primordiali del reale, e avendo quindi capcità magiche superiori, frutto di studi esoterici di tutto rispetto, com’è stato possibile che il nostro Magister Giordano Bruno(Mago e Maestro, nonché Accademico nelle migliori Università d’Europa) si sia fatto…ehm…”fottere” dall’Inquisizione??
    Non è una domanda scontata!…o meglio…lo è, …però mi stupisce sempre come le forze conservatrici -e, a volte, dichiaratemente “oscure” – riescano ad avere il sopravvento sulle Individualità luminose. Mi stupisce sempre….ma dico, begli esempi di Illuminati vincenti e trionfanti, che guidano le civiltà con Saggezza, Sapienza, ricchi premi e cotillions, mai, eh??…sempre e solo nei miti. antichissimissimi..La Storia dell’uomo è portata avanti da singole individualità, le quali con sacrificio (a volte totale) aprono varchi nella grettezza e limitatezza dei più!…Sì, lo so…siamo nell'”età oscura” (kali yuga per gli indiani..), l’uomo è un essere non evoluto, siamo una razza giovane ecc…ma francamente ne ho le palle piene di un mondo ribaltato dove i migliori crepano e le merde dominano ovunque…da secoli!…Poi , insomma, la storia di quel tal Yeshua ben Yosef, vissuto a Nazareth, e si dice morto crocifisso, ha complicato e confuso un tantinello le cose…primi e ultimi, ultimi e primi….il trionfo dei perdenti? (in un’altra vita..)…
    ok…finito lo sfogo qualunquista…complimenti a Mauro, bell’excursus, sintetico ma efficace.

  2. Comment by Guillermo

    Guillermo 4 Aprile 2009 at 2:51

    Un saluto a tutti. Vorrei esprimere il seguente pensiero: credo siamo d’accordo un po’ tutti sul fatto che Egli posedesse un sapere immenso (conoscenza che si esprimeva in molti campi di aplicazione) ,sopratutto attraverso ciò che ci ha spiegato Mauro. Questo lo rende di sicuro molto afascinante e misterioso ma, c’è del “altro” naturalmente; non voglio dire adesso che non lo si noti ma, non è solo il “maestro” che a me personalmente interessa, sennò sopratutto l’Uomo, l’Essere, la sua dimensione Etica, il suo grande “Sacrificio” (inteso per come ha “vissuto” e non solo per come è finito). Certo, oggi è provabimente molto difficile che si venga bruciati in piazza (almeno in occidente) per il proprio agire o per il proprio pensiero ma, quello che vorrei sottolineare è che bisogna cercare (al più presto) il recupero della propria “integrità”, intesa non solo di una personale quanto auspiccabile “realizazione interiore” sennò in quanto ad una adesione a “principi” di un Etica superiore (il che forse è lo stesso). Il mondo ne ha urgente bisogno. Ma, di questo, ne siete sicuramente consapevoli. Quindi, per finire, vorrei dire che per capire l’Uomo non servono solo le parole, ma semmai una buona biografìa e sopratutto l'”esperienza diretta”.
    A propòsito: naturalmente ci sono molti altri esempi di Uomini grandiosi nella Storia che mi interessino…Spero che ne parleremo…
    Ciao a tutti…

  3. Comment by Ilia Musco

    Ilia Musco 4 Aprile 2009 at 12:49

    Caro Roberto… pensi veramente che Giordano Bruno si sia fatto “fottere” dall’inquisizione? Non ha forse egli sacrificato la sua vita per integrità e aderenza alla conoscenza?… lasciando un immortale esempio ai posteri… i quali oggi non possono che guardare a lui, e non ai membri dell”inquisizione, come ad un alto esponente dell’umanità? Che umanità saremmo se i Giordano Bruno, i Gesù e i tanti altri iniziati alla conoscenza avessero utilizzato un potere acquisito per imporre dall’alto la luce divina? La conoscenza ed il potere che ne consegue necessitano dell’amore affinché la triangolazione sia completa… e tale amore nei confronti dell’umanità… anche quando essa si esprime attraverso l’ignoranza e la violenza… ha portato diversi personaggi a sacrificarsi piuttosto che imporsi. Grazie a loro esempio oggi è ancora possibile per un ricercatore trovare all’interno di se stesso la motivazione ad andare avanti… anche quando tutto sembra crollarti attorno.

    PS:Forse non è stata la vita di Gesù a confondere le cose… ma la storiella che ci raccontano di lui gli esponenti della chiesa. Scavando sotto la superficie è però possibile trovare dell’altro che chiarifica molte cose. A me personalmente, anni fa, e stato molto utile leggere il seguente libro che suggerisco a tutti: “Sulle Strade di Gesù l’Esseno”, di Fida M. Hassnain, edizioni Amrita.

  4. Comment by darko

    darko 5 Aprile 2009 at 13:31

    Presentata a Venezia la prima Biennale di studi di Giordano Bruno, che si terrà a Nola dal 15 al 19 aprile.

  5. Comment by Roberto Rini

    Roberto Rini 10 Aprile 2009 at 2:24

    caro Ilia…sai, è una storia antica. è un mito che ci hanno raccontato da secoli, e che ritorna..Ma non mi convince!. …perlomeno non del tutto! Non credo che Giordano Bruno avesse tutto sto piacere di finire arrostito, nè che lo abbia “scelto”…di certo aveva il rigore e la coerenza ( e le palle) per stare ritto dinanzi ai suoi carcerieri e dire “Maiori forsan cum timore sententiam in me fertis quam ego accipiam” (“Forse tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell’ascoltarla”)…di certo ha scelto di morire non da vigliacco, ma da uomo libero. Però, credimi, lo avremmo ricordato ugualmente e di più se avesse tenuto una cattedra di magia e metafisica all’Università di Roma, per molti anni ancora, allevando una nuova generazione di dotti in scienze naturali e metafisiche… ma così non è stato.
    l’idea del sacrificio necessario, dell’atto coscienzioso e inflessibile, è chiara…figurati se non stimo i Socrate e i Giordano Bruno che, avendo sondato i misteri dell’essere, guardano senza paura alla morte. Ciò nonostante il martire che illumina la vita col suo esempio ha senso solo perché attorno c’è molta oscurità..troppa oscurità…E’ questa che mi sta sulle palle, non il fatto che qualcuno l’abbia affrontata pagando con la vita. Non si tratta di “imporre” la luce con la forza…..ma non credo che sia mancanza di “amore”, o caduta nella violenza, l’impedire che la luce decada laddove è necessaria……..ciò che è sacro va protetto, affinché possa crescere e svilupparsi. La vita dell’essere è un fiore delicato che DEVE essere protetto….come una madre protegge i suoi figli, affinché possano divenire gli uomini di domani. Le tradizioni dei Guerrieri mistici sono quelle che sento di più…ma , evidentemente, ci sono momenti della Storia – e questo, forse, è uno di quelli – in cui leggi d’entropia più grandi di noi travolgono tutto inesorabilmente, come uno tsunami o un terremoto, non curanti delle nostre piccole vita. Per questioni cicliche la luce finisce sotterrata, allora quelle poche individualità che resistono si fanno carico di un peso enorme, ricordandoci che possiamo fare sempre il nostro dovere, come lo fece Giordano Bruno, divenendo faro ed esempio per le generazioni a venire…..ma a monte, in quell’oscurità un’intera umanità si dibatte e si muore senza vedere il sole.
    La morte, per uno che concepiva l’universo come infinito, fatto di infiniti mondi, ma tutti riconducibili ad un unico Principio…è solo un momento di passaggio nel continuo divenire. Ma per chi rimane, una morte immeritata e ingiusta sancisce “cosmicamente” un trionfo- forse apparente, forse momentaneo – dell’oscurità su questo piano di realtà. Ecco perché ogni volta che passo da campo de’ fiori e vedo quella statua incappucciata come un cavaliere jedi (massonica ed emblematica) mi viene un brivido lungo la schiena… Il martirio come soluzione non può essere la risposta! è l’unica possibile solo quando le condizioni precipitano. Poi, sai, discorsi ambigui sul porgere guance o su pecorelle in mezzo ai lupi, in mano a gente un tantino furba e interessata, diventano facilmente strumenti di controllo e manipolazione, oltre che pura castrazione per persone non preparate o iniziate …Ecco perché, se posso scegliere, la mia predilezione va a tipetti come Krsna che i demoni li sterminava in modo inesorabile….ma si sa, erano altri tempi. Riguardo al Nazareno…credo che l’idea di un gesù “buonista” sia una invenzione del catechismo: perfino nei Vangeli Canonici – testi a dir poco rimaneggiati – emerge l’immagine di uno che fustigava senza mezzi termini l’ipocrisia e la menzogna,e che doveva incutere una vera soggezione sulle persone…..questo Signore andava in giro per la Galilea a dire e fare cose sovversive, per tre anni, senza che i soldati romani interevnissero o lo fermassero…..in virtù non certo della violenza ma di una Forza spirituale che , evidentemente, atterriva. Questo per dire che lo spirito di un guerriero è ciò che consente ad un seme di essere piantato…In quanto alla fine e all’ estremo Sacrificio di Gesù…ho dei seri dubbi che le cose siano andate come ce le hanno raccontate, e sul senso che a questi presunti eventi è stato dato … ma come ideale di comportamento in relazione all’oscurità, temo che – 2000 anni dopo – si riveli “incompleto”. Oggi qualsiasi cretino a capo di un gruppo armato, o qualsiasi deficiente a capo di uno sperduto stato del Medio Oriente o dell’Europa dell’Est può acquistare armi capaci di creare conflitti mondiali. Trattare l’oscurità e l’inconscienza con “benevolenza”, con sacrificale e paternalistica accettazione della sua esistenza, o consentire ad una umanità bambina e irresponsabile (quando non dichiaratamente “oscura”) di farci saltare tutti in aria …non è accettabile. Non si può sconfiggere l’oscurità aspettando che un Salvatore, un Martire, Superman, o chiunque per noi faccia una fuoco d’artificio sacrificale che verrà ricordato per secoli e che illuminerà iun pochetto l buio….no, occorre proprio riportare il sole!….E’ vero che la realtà si manifesta nel dualismo, per cui non c’è luce senza buio e viceversa, però mi sembra che qua siamo proprio alla sagra del buio……ci hanno proprio tagliato la luce ed è saltato l’impianto!!
    Ecco….perché ne ho le palle piene di martiri bruciati e crocifissi, come di giudici saltati in autostrada, e di uomini che muiono soli perché on riescono a far vivere ciò che hanno dentro.
    Credo che oggi, più che mai, occorrano saggi-guerrieri, che uniscano all’intelletto acuto e compassionevole del Buddha, al rigore e alla purezza di cuore del Crsito, la capacità di AGIRE
    e FARE di un Krsna… e la volontà di esplorazione magica del reale di un Giordano Bruno…

  6. Comment by Waltharius

    Waltharius 27 Febbraio 2014 at 21:51

    Roberto Rini, la tua posizione è esattamente la stessa che avevano scribi e farisei 2000 anni fa, ovvero attendevano il “messia guerriero” e non riconobbero il “messia agnello”. Ero, mi duole dirlo, ma quelli come te metterebbero nuovamente Gesù in croce, appunto perchè invece di adattare se stessi all’evento profetico, ingabbiano il “profetico” alla loro visione tutta umana.

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