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Il nostro corpo è un microcosmo disciplinato dalle leggi cosmiche, sintesi armoniosa degli elementi materiali che lo compongono, espressione combinata dei fondamenti della manifestazione della Perfezione universale. Il corpo è Fuoco, Acqua, Aria e Terra; è l’integrazione e l’interazione armonica degli elementi; è ritmo – movimento nel tempo – e spazialità. Vita, intelligenza e calore.

Possiamo quindi dire che l’armonia del corpo definisce l’uomo come espressione della Perfezione universale. Lo rende un “testimone”, la rappresentazione visibile e concreta della compiutezza, la quintessenza di quella “mente” che regola gli universi. E rappresenta una possibilità.

Il problema è che l’uomo ne è inconsapevole. La sua percezione di sé è limitata, soggettivizzata in una personalità che lo separa e lo rende in qualche modo incosciente dello strumento straordinario che ha a disposizione.

L’essere umano, insomma, non riesce a rendersi conto dell’armonia che lo permea, e la sua visione soggettiva lo allontana, sposta il suo punto di attenzione, gli impedisce di vedere “ciò che è”, proprio lì in bella vista, così evidente come la natura stessa.

Siamo disarmonici perché non sappiamo riconoscere un’evidenza così palese, perché ci ostiniamo a guardare alla vita con pesanti occhiali deformanti, prigionieri di un processo che ci impone di “dover essere”, invece che semplicemente “essere”.

Il ritorno all’armonia è quindi un processo di auto-scoperta, un percorso di educazione a riconoscere l’armonia in cui siamo immersi e di cui siamo parte integrante. Un viaggio verso il riconoscimento della propria appartenenza alla perfezione del Tutto.


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