Notizie statistiche circa la popolazione del comune di Spezia di Agostino Falconi

Notizie statistiche circa la popolazione del comune di Spezia

Nel 1860 Agostino Falconi venne chiamato a far parte della Giunta di Statistica e si occupò della compilazione delle Notizie statistiche sulla popolazione del Comune di Spezia. Fu corredate da un breve profilo storico delle parrocchie che ne costituivano il territorio. Per questo lavoro ricevette dal Governo una medaglia d’argento, riconoscimento del valore della sua indagine.

Notizie statistiche circa la popolazione del comune di Spezia

All’epoca di Agostino Falconi, il Comune della Spezia era composto da dieci parrocchie:

  • Migliarina
  • Isola
  • Marinasco
  • Spezia
  • Pegazzano
  • Biassa
  • Fabiano
  • Campiglia
  • Marola
  • Cadimare

Parrocchia di Migliarina

In origine, il territorio della parrocchia di Migliarina era soggetto alla vicina Pieve di San Venerio. Resa indipendente, fu unita a quella di Isola il 28 aprile 1578, per poi esserne separata il 16 giugno 1837. Tuttavia, a causa delle incursioni dei corsari, l’amministrazione dei sacramenti, per qualche tempo, si svolse nell’Oratoria di San Bernardo al Felettino. La chiesa parrocchiale, nel frattempo ingrandita,  riprese le sue funzioni complete nel 1681.

Nell’anno 1535, Migliarina comprendeva 120 fuochi. Calcolando 5 persone in media per ogni fuoco, a Migliarina vi erano circa 600 abitanti. Nel 1844, secondo gli atti della visita apostolica del vescovo di Sarzana, essi erano scesi a 500. Nel 1847, secondo uno stato redatto dal parroco, erano 477. Secondo il censimento ufficiale dell’anno successivo gli abitanti ammontavano a 443. Al 31 dicembre 1857, secondo il censimento ufficiale, erano saliti a 526.

Parrocchia d’Isola

L’originaria chiesa parrocchiale di Isola sorgeva sulla sommità del monte Albano, dove vi era il Castello. Dopo essere stata unita e poi nuovamente disgiunta da quella di Migliarina, la parrocchia di Isola inglobò anche quella di Sorbolo dal 1578 al 1601. Monsignor Salvago, Vescovo di Sarzana, in occasione della visita pastorale del 1584, ordinò la costruzione della nuova chiesa in un luogo più agevole. Sorse così quella attuale, di cui, però non si conosce l’anno preciso di edificazione.

Verso il 1535, Isola faceva 50 fuochi, per 250 abitanti circa. Dal 1584 al 1832, la popolazione fu compresa con quella di Migliarina, oscillando tra 555 e i 636 abitanti. Secondo il censimento del 1837, con Migliarina, faceva 775 abitanti. Nel 1844, esclusa dalla popolazione di Migliarina, Isola contava 320 abitanti, nel 1848 erano 365, nel 1854 essi erano 382. Secondo il censimento ufficiale, al 31 dicembre 1857, Isola contava 379 abitanti.

Parrocchia di Marinasco

James Baker Pyne, RBA,  British 1800-1870-  The Gulf of Spezia
James Baker Pyne, RBA, British 1800-1870- The Gulf of Spezia 1855

L’antichissima Pieve di Marinasco fu la matrice delle parrocchie di Spezia e di quelle del lato occidentale del Golfo, oltre a quelle di San Benedetto, Carpena, Riccò del Golfo, Valdipino e Ponzò. Questa pieve figura tra quelle che, nel 1149, papa Eugenio III assunse sotto la propria protezione e giurisdizione, insieme a tutti i beni e i diritti del Vescovado di Luni.

Verso il 1535 la parrocchia di Marinasco contava 211 fuochi per 1060 abitanti circa. Secondo il censimento ordinato dalla Repubblica di Genova nel 1607 contava 801 abitanti. Questa diminuzione fu conseguenza del distacco della parrocchia di Pegazzano nel 1569. Secondo il censimento ufficiale della Repubblica Ligure del 1803 la popolazione ammontava a 928 unità. Nel 1832 ammontava a 976 abitanti. Secondo un censimento comunale del 1837 la popolazione era cresciuta a 1113 abitanti. Abitanti che nel 1840 erano divenuti 1200. Nel 1854 gli abitanti erano 1242 e nel 1857 diminuiti a 1179.

Parrocchia di Spezia

parrocchia della spezia ottocento

La Parrocchia di Spezia fu smembrata da quella di Marinasco nel 1434. A quel tempo, la chiesa sorgeva fuori dalle mura cittadine e venne abbattuta nel 1436. Si temeva, infatti, che il celebre condottiero Niccolò Piccinino, impegnato a combattere Genova per conto del duca di Milano, potesse utilizzarla come posizione avanzata per attaccare le mura cittadine. All’epoca il tracciato della cinta muraria formava un rettangolo che dal castello di San Giorgio scendeva verso l’attuale via Biassa, proseguiva lungo l’odierna via Colombo, attraversava l’area di via Sapri e tornava infine verso la chiesa dei Santi Giovanni e Agostino per risalire al forte. Questa configurazione escludeva completamente la chiesa di Santa Maria Assunta, che rimaneva quindi esposta e vulnerabile alle truppe viscontee. La ricostruzione dell’edificio sacro iniziò nel 1443, nello stesso punto ma all’interno della cinta difensiva, ampliata proprio per garantire maggiore protezione. La nuova chiesa venne poi solennemente consacrata nel 1471.

Nel corso dei secoli la popolazione della Spezia mostrò una crescita lenta ma costante. Intorno al 1535, il borgo contava circa 2.050 abitanti. A fine Cinquecento, durante la visita apostolica del 1584, la cifra risultava leggermente aumentata, attestandosi intorno ai 2.100 residenti. Un secolo più tardi, nel 1607, un censimento ordinato dalla Repubblica di Genova registrò 2.803 abitanti. Alla fine del Settecento, la denuncia della popolazione compilata nell’aprile 1799 riportava 3.005 persone. Nel 1803, con il censimento ufficiale della Repubblica Ligure, gli abitanti risultavano essere 3.102.

Il dato cresce sensibilmente nel corso dell’Ottocento. Nel 1832, Spezia contava circa 4.500 abitanti. Il censimento del 1837, conservato nell’archivio comunale, registrò 4.666 abitanti. Nel 1840, una nuova visita apostolica registrò 4.600 residenti, mentre il censimento ufficiale del 1848 ne rilevò 4.897. Alla fine del 1857, secondo il censimento ufficiale del 31 dicembre, la popolazione aveva superato la soglia delle cinquemila unità, raggiungendo 5.429 abitanti.

Parrocchia di Pegazzano

pegazzano

La Parrocchia di Pegazzano, disgiunta da quella di Marinasco nel 1434, ritornò sotto l’antica matrice per motivi sconosciuti e poi nuovamente separata il 29 novembre 1569. Secondo gli atti della visita apostolica di Monsignor Salvago, nel 1584 vi erano circa 75 abitanti, una comunità molto piccola. Nel 1607, in un censimento ordinato dalla Repubblica di Genova, il dato era cresciuto a 451 abitanti. La nuova visita apostolica del 1634 indica un totale di circa 300 persone. Nel 1770, ancora in occasione di una visita apostolica, il numero risale a 439 abitanti.

Alla fine del Settecento, nel 1799, una denuncia presentata al Comune nel mese di aprile registra 445 residenti, mentre il censimento ufficiale della Repubblica Ligure del 1803 ne rileva 444. Nel 1832, la popolazione si attesta intorno ai 400 abitanti. Il censimento del 1837, conservato nell’archivio comunale, segna un aumento fino a 492 persone. I dati successivi mostrano una relativa stabilità. Gli atti della visita apostolica del 1844 riportano 450 abitanti, il censimento ufficiale del 1848 ne conta 470, mentre quello del 31 dicembre 1857 registra 472 residenti.

Parrocchia di Biassa

Anche la parrocchia di Bissa fu smembrata da quella di Marinasco, per poi essere unita a quella della Verrucola di Carpena, destinata poi a ricomporsi nella parrocchia di Riomaggiore. Non si conosce la data precisa in cui avvenne la separazione di queste tre parrocchie e, di conseguenza, l’istituzione di quella di Biassa. Si ipotizza che ciò avvenne dopo la grande peste avvenuta tra il 1320 e il 1330, come riportato in un’iscrizione ai piedi del campanile di Pegazzano. A quell’epoca a Biassa rimasero solo due famiglie! Nel 1839, la parrocchia di Campiglia si separò da quella di Biassa.

Verso il 1535, nel borgo erano presenti circa 500 abitanti, calcolati a partire da 100 fuochi. Nel 1584, durante una visita apostolica, la comunità risultava leggermente aumentata, raggiungendo circa 560 persone. Il censimento ordinato dalla Repubblica di Genova nel 1607 registrò un totale di 341 abitanti. Nel 1789, un resoconto inviato dal parroco alla Curia di Sarzana indicava una crescita rilevante, con circa 710 residenti, numero che comprendeva anche gli abitanti della frazione di Campiglia, pari a 73 unità.

Il dato continua ad aumentare nel 1799, con 979 abitanti. Nel 1803, il censimento ufficiale della Repubblica Ligure riporta invece 857 residenti. Dal 1837 al 1854 i vari censimenti indicano un numero altalenante tra le 712 e le 818 unità. Infine, il censimento ufficiale del 31 dicembre 1857 indica 809 abitanti.

Parrocchia di Fabiano

Dopo lo smembramento dalla Pieve di Marinasco, la parrocchia di Fabiano fu soggetta ai monaci di San Venerio dell’isola del Tino. Essa aggregò gli abitanti di Marola fino al 1236. Nel 1535, la parrocchia contava 335 abitanti circa. Gli atti della visita apostolica del 1584 segnarono 370 residenti. La visita apostolica del 1597 registrava 530 abitanti, mentre nel 1607 il censimento ordinato dalla Repubblica di Genova ne contava 469. Alla fine del Settecento, nel 1799, una denuncia presentata al Comune indicava 410 residenti. Il censimento ufficiale della Repubblica Ligure del 1803 segnava un aumento fino a 589 persone.

Durante l’Ottocento i dati mostrano una sostanziale continuità. Nel 1832, secondo il Dizionario della Toscana del Repetti, gli abitanti erano 508, mentre il censimento conservato nell’archivio comunale del 1837 ne indicava 476. Nel 1844 la visita apostolica riportava 500 residenti, il censimento del 1848 ne contava 518 e una relazione della Curia Vescovile del 1850 ne segnalava 550. Infine, il censimento ufficiale del 31 dicembre 1857 registrava 557 abitanti.

Parrocchia di Campiglia

La chiesa di Campiglia venne costruita nel 1540. Il Parroco di Biassa era solito tenervi un curato, il quale cominciò a risiedervi in pianta stabile dal 1735 per amministrare i sacramenti. La parrocchia di Campiglia fu poi smembrata da quella di Biassa nell’agosto 1839. Nel 1607, questa frazione di Biassa faceva 73 abitanti. Tra il 1817 e il 1857 la popolazione della parrocchia mostra variazioni anche sensibili.

Una memoria del curato registra 419 abitanti nel 1817. I dati successivi riportano 229 residenti nel 1822, 268 nel 1828 e 285 nel 1835. Il censimento conservato nell’Archivio comunale per l’anno 1837 indica 277 abitanti, mentre nel 1844, secondo la visita apostolica, la popolazione sale a 340 persone. Il censimento ufficiale del 1848 registra una crescita significativa, con 525 abitanti. Uno stato inviato alla Curia Vescovile nel 1854 ne segnala 342. Infine, il censimento del 31 dicembre 1857 riporta un totale di 519 residenti.

Parrocchia di Marola

Edward William Cooke - La Spezzia - View of Port and Town
Edward William Cooke – La Spezzia – View of Port and Town

Per quanto riguarda la parrocchia di Marola, la sua origine più remota non è documentata con precisione. È noto tuttavia che in un primo momento dipendeva dalla Pieve di Marinasco e che, in seguito, fu unita alla parrocchia di Fabiano, dalla quale fu definitivamente separata nel 1256. Dal 1556 al 1569 venne amministrata dal rettore di Spezia, Don Cristoforo Redaono, già rettore di Marola, che manteneva un curato sul posto. Il 9 settembre 1569, il cardinale Benedetto Lomellini, vescovo di Sarzana, riconobbe la parrocchia come indipendente. Nel 1759 la parrocchia di Marola subì una prima riduzione del proprio territorio con la separazione della comunità di Fezzano. Più tardi, nel 1817, venne distaccata anche la parrocchia di Cadimare, contribuendo ulteriormente a ridurre l’estensione originaria della giurisdizione marolina.

Intorno al 1535, la comunità contava circa 125 abitanti. Nel 1607, invece, il censimento della Repubblica di Genova registrava un numero decisamente superiore, 1.260 residenti. Nel 1648, in occasione del computo per l’imposta della macina, la parrocchia contribuiva per un totale di 4.059 persone, dato altissimo che considera la popolazione nel suo complesso, esclusi i bambini non svezzati. Le visite apostoliche del Settecento riportano numeri costanti e comunque molto elevati: 1.700 abitanti nel 1718, 2.000 nel 1729 e nel 1737, 1.500 nel 1749 e nel 1758. Nel 1770 gli abitanti risultano circa 1.000, diminuzione attribuita nei documenti a un’intensa migrazione verso Livorno.

Con l’inizio dell’Ottocento la popolazione appare molto più ridotta. Il censimento ufficiale della Repubblica Ligure del 1803 segna 997 abitanti. Dopo la separazione della parrocchia di Cadimare, avvenuta nel 1817, un rilevamento compilato dal parroco indica 692 persone. Gli anni seguenti mostrano ulteriori oscillazioni. Il 1857 segna 829 residenti. Un numero destinato a crescere fino al censimento ufficiale del 1857 con 878 unità.

Parrocchia di Cadimare

Sin dal 1734, gli uomini di Cadimare chiesero al Senato di Genova il permesso di costruire un oratorio. Questo fu completato e benedetto il 24 settembre 1741, data in cui venne celebrata la prima messa. Cadimare divenne poi parrocchia autonoma il 19 luglio 1817, quando si separò definitivamente da quella di Marola.

I dati demografici mostrano che, nel 1816, al momento della procedura di distacco da Marola, Cadimare contava circa 400 abitanti. L’anno successivo un censimento dell’8 aprile registrò 464 persone. Nel 1832, secondo il Dizionario della Toscana di Repetti, si raggiunsero 480 residenti.

Successivamente, un censimento conservato nell’archivio comunale del 1857 indica 585 abitanti, mentre la visita apostolica del 1844 e il censimento ufficiale del 1848 riportano entrambi un valore di 630 persone. Nel 1854 il parroco inviò alla Curia vescovile uno stato che registrava 635 abitanti. Il censimento ufficiale del 31 dicembre 1857 — pur riferito allo stesso anno — registra infine 573 residenti, mostrando quindi una lieve diminuzione rispetto ai dati precedenti.

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