Exit

Siamo nell’era della comunicazione, ci dicono. Ma sinceramente tutta questa voglia di comunicare non la vedo proprio così compiutamente espressa… Magari – piuttosto – possiamo dire che abbiamo tanta voglia di parlare, di dire qualunque cosa, indipendentemente dal fatto che possa più o meno interessare agli altri o che costoro ci ascoltino.

Be’, voglio rivelare ai miei venticinque lettori una tecnica (che ho imparato dal mio Maestro molti anni fa) in grado di portare a un diverso rapporto con il prossimo, a una visione un po’ più ampia e, soprattutto, a una maggior pazienza in generale.

Si tratta di un semplice accorgimento che ha dato ottimi risultati a tutti quelli che hanno avuto la volontà e la costanza di sperimentarlo, mettendolo in atto.

Stiamo conversando con una persona. Non appena il nostro interlocutore avrà cessato di parlare, prima di replicare eseguiamo una respirazione completa (cioè inspiro profondo, pausa ed espiro profondo).

Sulle prime, lo spazio, il silenzio dell’interruzione tra le due voci ci sembrerà un’eternità, anche se in realtà così non è. In un attimo riscopriremo la potenza e la forza del nostro respiro.

Conosciamo bene l’utilità e il contenuto dell’inspiro (quello, cioè, di entrare nel “cerchio della vita” e, inspirando, diventarne parte, assorbendo l’energia di quell’istante, di quel momento, in modo consapevole). Nella pausa che segue, avviene il miracolo: quello spazio, quel tempo, quel cerchio – come l’abbiamo definito poc’anzi – ci ingloba, e già sul nascere dell’espiro “diventiamo” la stessa identica cosa con ciò che ci circonda. Ci sentiremo subito non più “vicini” ma quasi “all’interno” di un particolare spazio che si è venuto a creare tra noi e l’interlocutore.

Il risultato immediato è quello di ottenere il suo rispetto, espressione del suo piacere di aver incontrato finalmente qualcuno che lo sta veramente ad ascoltare, e che dimostra chiaramente che ciò che egli dice lascia un segno, anche soltanto di pochi istanti.

Se osservate con attenzione ciò che avviene normalmente in una conversazione, scoprirete che in genere, più che conversare, si attende soltanto – e in certi casi nemmeno – che l’altro cessi di parlare per poter esprimere “soltanto un altro punto di vista”. Spesso si finisce la frase addirittura per gli altri, o si pronunciano parole del tipo: «Sì, sì, lo so, lo so…» o simili., incalzando molto in fretta l’interlocutore, in modo che ceda la parola.

Questa convulsa forma di comunicazione induce spesso al giudizio verso il pensiero altrui, e dimostra la scarsissima disposizione ad ascoltare gli altri. Una condizione in cui diviene “naturale” fraintendere o semplicemente interpretare a proprio comodo.

In questo complesso sistema di “pose” e abitudini emotive è incredibilmente difficile osservarsi. È vero, basterebbe concepire – e ripeterselo spesso – che tutta la nostra esistenza è una posa, un’interminabile serie di atti miranti a entrare o uscire da una o dall’altra identificazione… Ma non lo facciamo: siamo implicati in un teatrino di atteggiamenti e ne restiamo prigionieri.

La difficoltà di rapporto oggi esistente tra gli esseri umani deriva in gran parte dalla loro impossibilità di rimanere per un istante in silenzio, dentro e fuori, e semplicemente di “ascoltare” ciò che attorno a loro si muove, si esprime o esiste.

Con questo facile respiro – che è anche un attimo di attenzione e presenza – daremo agli altri la netta sensazione di essere ascoltati per la prima volta. Ciò produrrà un immediato rilassamento, e immediatamente si tradurrà in un’emozione di piacere, che equivale a un’apertura a livello emotivo, e alla creazione di “spazio” sul piano mentale.

Come conseguenza di questo processo, l’interlocutore si sentirà naturalmente disponibile nei nostri confronti e – credetemi – in modo a volte totale. Così anche noi saremo finalmente ascoltati, e le nostre opinioni avranno finalmente il peso che abbiamo sempre desiderato.

Incredibile, vero? Soltanto applicando questa semplice tecnica, avremo la possibilità di osservare una miriade di cose e situazioni prima totalmente sconosciute.

Buona comunicazione!

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Photo credits: FlickrCC


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2 comments

  1. Comment by Mauri E. Monti

    Mauri E. Monti 26 Aprile 2011 at 12:08

    Buona comunicazione anche a te. …e grazie per gli ottimi consigli. Mauri

  2. Comment by Mariadele

    Mariadele 2 Maggio 2011 at 21:24

    perfetto

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